France wrote:Succede che Lorenzo durante la colazioni si sporchi, per questo prima mangiava e poi lo preparavamo.
Poi moglie ha deciso di cambiare, l'asilo chiude alle 9:15, lei lo porta alle 8:10, sia mai che faccia tardi...
Faccio tardi IO però.
E quando è successo che non fosse pronto in tempo ha pianto perchè voleva che lo portassi io comunque e non il nonno (ed è stavo vestito velocissimamente perchè potessi farlo)
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)
Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010
“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
Io faccio una via di mezzo: appena svegli li porto in bagno per la pipì e li lavo/vesto sotto + le mani. Poi colazione e via faccia/denti.
Ma comunque arrivano in ritardo. Adesso stiamo cercando di sfruttare l'ora solare, mantenedo gli orari di prima. Così vanno a letto presto e si svegliano prima.
Oggi però da noi niente scuola, è ancora vacanza.
Sheireh wrote:Perché, in genere PRIMA si fa colazione e poi ci si prepara? :mumble:
io si :cisssss:
se non ho fatto colazione non so neppure dove sono girata
e se per ipotesi dovessi essermi vestita prima, la macchia di caffè è assicurata (causa lo svarionamento da deprivazione colazionesca)
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.