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Moderator: Paola

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madda77
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Post by madda77 »

Manuelina wrote:Ti dicono così, perché se ti dicessero che fosse tutto bello come lo descrivi tu e poi invece ci fossero notti di pianti inconsolabili, dove non bastano tette, biberon, ciucci, tisane, coccole, lettone...non la prenderesti bene e penseresti di essere una mamma sbagliata
Questo lo quoto senz'altro.
Fino a non molti anni addietro c'era un vero tabù sul lato più "oscuro" (lasciatemi passare il termine) della maternità e quante si imbattevano anche solo in un modesto baby blues si convincevano di avere qualcosa di sbagliato, magari innescando circuiti viziosi, perchè a loro (neppure le loro madri) avevano raccontato che l'arrivo di un esserino così piccolo ti stravolge la vita in tutti i sensi.
E' un pò come per l'allattamento: è un bene sostenerlo, incoraggiarlo, rappresentare alle future e neomamme che è un'esperienza importante per la costruzione del legame affettivo con il proprio piccolo, dire loro che è un'esperienza in grado anche di regalarle emozioni intense, ma poi è anche giusto ed onesto ammettere che il percorso può (ed anzi generalmente lo è) essere impervio e faticoso.
Altrimenti la neomamma alle prese con un allattamento difficolotoso o particolarmente impegnativo si sentirà l'unica sfigata sulla faccia della terra e mollerà subito.
Per me ci vuole franchezza ed onestà, sempre....
Che non vuol dire, in ogni caso, sminuire tutto il bello che un figlio porta con sè.
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madda77
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Post by madda77 »

alce wrote:Mah! Io devo dire che ho apprezzato le mamme che quando ero a termine gravidanza mi si sono avvicinate con dolcezza dicendomi "sarà dura... se hai bisogno son qui" e anche quelle che hanno condiviso e condividono con me i momenti duri, le notti insonni e i pianti (delle mamme) per la stanchezza. Mi sono sentita meno sola e spaesata. I momenti belli sono tantissimi e ricchi e stupefacenti ogni giorno e diversi per ogni mamma e ogni bambino ed io sinceramente li sento raccontare di continuo... piccoli episodi buffi, o racconti teneri. Insomma... credo che ci sia una buona intenzione di fondo nel dire all'altro che "sarà durissima", un po' per prepararlo psicologicamente alle fatiche che incontrerà un po' per raccontargli di noi e della nostra stanchezza, quindi per bisogno anche solo di un "pat, pat".
Ovviamente ho un totale rifiuto per discorsi sui capricci, sul lasciar piangere e sui pericoli della condivisione del lettone, quelle sono scelte e posizioni che non condivido.
Però non riesco ad essere altro che solidale e comprensiva con chi racconta di coliche e insonnia e fatica, visto che per me non hanno fatto da sfondo ma son state caratteristiche dominanti e massacranti di un lunghissimo periodo e se prima qualcuno mi avesse parlato solo delle coccole e del calore di un dolce frugoletto io sarei crollata nel ritrovarmi esausta, ricoperta da sondini e prodotti inutili anticolica, con un sonno da inginocchiarsi a chiedere aiuto a dio e una fatica mai fatta prima. Io amo ridere su questi ricordi, amo ridere e far ridere gli altri che hanno passato o stanno passando lo stesso periodo e anche chi non c'è ancora arrivato.
Ecco, questo di Alce mi era sfuggito, e se lo avessi letto prima mi sarei limitata a quotarlo senza aggiungere altro.
ha riassunto perfettamente quello che intendevo dire io.
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Claudette
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Post by Claudette »

Bello il post e belle le discussioni che si sono innescate!
Devo dire che anch'io, tempo addietro, mi ero fatta spaventare dalle previsioni apocalittiche che sentivo fare circa l'irruzione di un figlio nella vita di una donna : niente linea, carriera, divertimenti, libertà, e chi più ne ha più ne metta, e mi ero sinceramente fatta condizionare, perchè credevo di non sentirmi all'altezza, mentre poi ho scoperto che la verità era che non avevo ancora incontrato l'uomo giusto per questi progetti.
Quando costui si è materializzato nella mia vita, tutte le remore sono state abbandonate e mi sono lanciata.
E ho scoperto che tutto il bello e tutto il brutto della maternità vengono visuti serenamente (almeno nel mio caso, eh! :cisssss: ) se si è stati fermi e consapevoli nella scelta, e soprattutto se si è riusciti a creare un buon legame con se stessi, con le proprie fragilità e limiti, così come con i propri punti di forza.
Perchè ho scoperto che un figlio mette a nudo tutti i tuoi nervi, saggia i punti deboli, pretende risposta agli interrogativi ai quali tu stessa devi trovare risposta, e mette alla prova tutte le tue risorse, a tal punto che scopri energie lì dove mai avresti pensato di averne.
E ho scoperto anche quanto sia indispensabile l'aiuto altrui, la solidarietà, anche la semplice comprensione....insomma, ho scoperto un mondo che davvero non pensavo esistesse, fatto di gesti di autentico amore, ed altro ancora sono curiosa di indagare.
Direi che non sono decisamente pentita, nonostante i momenti di vera prostrazione e di nera fatica.....
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Mettere al mondo un bambino è un'esperienza talmente profonda e misteriosa che da sola riesce a dare alle donne una conoscenza sufficiente della verità - Banana Yoshimoto -
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