I poveri separati (ma solo uomini)

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Trilli2011
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Post by Trilli2011 »

sol wrote:Non so se l' ha già scritto qualcuna, ma hanno apparecchiato anche una fiction strappalacrime su Raiuno. Condivido la perplessità di Cos e la risposta di Lenina, ma scherziamo? Dove si trova questa situazione idilliaca con un' offerta di asili nido pubblici maggiore della domanda? Qui no.

qui il nido comunale avrebbe 30 posti e ci sono solo 11 bambini, indi un servizio ottimo di cui mi sono avvalsa per due anni rischia di chiudere.
alla materna abbiamo addirittura ottenuto una sezione in più e NESSUN bambino è rimasto escluso.
Le donne che lavorano sono pochissime.
Io credo che la mentalità che prevede che della cura dei figli debbano occuparsi solamente le mamme, se vogliamo cambiarla, non dobbiamo certo aspettare che lo faccia qualcuno al nostro posto.
Quando ho scoperto di aspettare un figlio per prima cosa ho chiarito con mio marito che non avrei voluto rinunciare al mio lavoro, e abbiamo fatto qualche conto. Restare a casa anche pochi mesi al 30% (per non parlare dell'astensione non retribuita!) non ce lo potevamo permettere, con 2 mutui e 3 rate di veicoli. Perciò ho usufruito della riduzione di orario per allattamento concentrando la maggior parte delle ore il lunedì (8 ore) e facendone solo 2 gli altri giorni, dalle 8 alle 10. La bimba quando non c'ero stava col papà, che ha vissuto quest'esperienza con grande entusiasmo.
Dopo l'anno abbiamo usufruito del nido antimeridiano a 330 euro mensili. Io ne guadagno 1500, mi pare che la differenza sia notevole. So che non tutte le donne sono messe come me, ma so anche che i sacrifici sono per i primi anni (e noi non ne abbiamo forse fatti di economici, ma in compenso abbiamo corso e faticato davvero tanto); il lavoro invece è per sempre!
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LauraDani
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Post by LauraDani »

ne avevamo parlato un pochino qui http://www.noimamme.it/forum/showthread ... ght=uomini
secondo me il "problema" è che la percezione particolare viene estesa a situazione generale: se sono la nuova compagna di un povero cristo spolpato dalla ex moglie megera, tenderò a pensare che tutte le separazioni vanno così; se sono la tipa a cui l'ex marito non paga l'assegno e mi trovo a sobbarcarmi interamente i figli, penserò che tutti gli uomini sono merdacce insensibili.
Non è vera nè una nè l'altra, ovviamente.
Vero è che, nella separazione, tutti diventano mediamente più poveri.
Vero è che i figli vengono ancora collocati quasi sempre presso la madre la quale, dunque, vive nella casa famigliare indipendentemente da ogni considerazione sui redditi e sulla proprietà, e questo spesso viene visto dai padri come un sopruso (niente figli, niente casa=ingiustizia!)
Vero è che chi si crede ingiustamente penalizzato per via dei figli e della casa, spesso utilizza il denaro che deve dare per il mantenimento ai figli come arma (nuovamente, l'uomo spesso si sente solo come "quello che caccia i soldi": niente figli, niente casa, solo doveri di mantenimento=non ti do niente)
Vero è che si innestano dei circoli viziosi per cui la madre, con figli da mantenere (perchè chi ce li ha li deve mantenere, non ci si scappa, non è che può smettere di portare il cibo in tavola!), una vita infernale nella gestione del quotidiano e nella responsabilità, di fronte ad un uomo che non paga, spesso decide di non far vedere i figli.
E si innestano così delle ripicche infinite.
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia
.

(E. Montale)
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LauraDani
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Post by LauraDani »

Trilli2011 wrote:...Io credo che la mentalità che prevede che della cura dei figli debbano occuparsi solamente le mamme, se vogliamo cambiarla, non dobbiamo certo aspettare che lo faccia qualcuno al nostro posto.
...l lavoro invece è per sempre!
Il tuo discorso fila, ma mi permetto di farti notare una cosa: in altri paesi europei la donna non è chiamata ad una scelta così radicale
ci sono possibilità, sostegni da parte dello Stato, che vede nei figli una risorsa non solo privata, ma dell'intera società
E dunque aiuta chi fa figli
Non solo con strutture, ma anche con sostegni economici
Per cui, in un altro paese, tu avresti potuto stare a casa con i tuoi figli, se l'avessi voluto, ricevendo un aiuto economico dal tuo Governo.
Se l'azienda per cui lavori tu o tuo marito avesse avuto un nido aziendale, tu non avresti dovuto faticare così tanto.
Se avere un figlio fosse visto come una grande opportunità per tutti e non solo come una rogna per l'azienda dove lavori, tutto cambierebbe.
Io sono una libera professionista, nel mio mestiere sono donne oltre il 50% degli operatori, qualche anno fa si era parlato di creare un nido all'intero del Palazzo di Giustizia: tu credi che non sarebbe stato meglio per tutti?
Per noi, con i figli vicino, per i figli, per il sistema -con mamme meno sconvolte tra andare, tornare, organizzare, oddio chi me lo prende ora che ha la febbre e io sono qui, ecc.?
Pensi che con i soldi che ognuna di noi spende non avremmo potuto creare qualcosa di collettivo e ottimo per i nostri figli?
Invece, il problema viene lasciato sulle spalle dei privati, che se ne fanno interamente carico
Ma i figli non sono solo di chi li fa
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia
.

(E. Montale)
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