Episodio Scioccante di 3 anni fa..Sembra una scena da film ma purtroppo è VERITA

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Alessandra_Rotondi
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Post by Alessandra_Rotondi »

Cara Fra,
immagino lo shock di questo evento e il dolore che da lì in avanti si porta dentro!
E’ stata molto brava ad aprirsi con noi, e credo che parlare, condividere i suoi pensieri, le sue emozioni sia uno strumento utile per elaborare quello che è successo. Tenerselo dentro non serve davvero a nulla.
Capisco che non sia un invito ad “aprirsi” il dolore ulteriore di sentirsi giudicata dagli altri, nei tentativi che lei ha fatto di condividere questo evento e cercare un appoggio nelle persone vicine a lei. Ma lei deve appoggiarsi a qualcuno per “digerire” un evento così significativo. (non escluderei neanche l’aiuto di un professionista).
Inoltre credo che possa stare tranquilla sul fatto che nessuno vuole toglierle suo figlio. Meno che mai ora. Anche il consultorio che era stato allertato, non credo proprio che avrebbe lavorato per toglierle il bambino, ma casomai per sostenerla, per aiutarla a stare meglio, lei e di conseguenza suo figlio. Nel consultorio (e tsmree) è sempre presente uno psicologo e in una situazione come questa, in cui è evidentissimo che non si parla di trascuratezza ma di un incidente, di un episodio, le avrebbero certamente offerto un supporto psicologico perché è chiaro che sta provocando più sofferenza in lei che in suo figlio.
Allora quello che voglio dire è che certe volte la paura di essere giudicati ci fa chiudere e non ci fa cercare sostegno negli altri.
Però penso che se lei ha scritto qui, sul forum, vuol dire che voleva di nuovo “provare a fidarsi”. E secondo me ha fatto benissimo.
Riguardo al bimbo non ho ben compreso come stava lui quando glielo hanno riportato. Come è stato nei giorni successivi? Ha notato cambiamenti in lui? Quali sono i comportamenti successivi all’evento che ha osservato in lui che le hanno fatto pensare che sia stato un evento stressante? La celiachia quando gli è stata diagnosticata? Mi da qualche informazione in più?
fra&leo
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Post by fra&leo »

Buongiorno Alessandra, grazie per il sostegno e i buoni consigli..sono davvero sempre graditi e aiutano a stare meglio..

Ti rispondo subito alle tue domande finali..

nei giorni successivi lui era tranquillissimo..come avrai ben capito..ero io quella nervosa...

e credo abbia assorbito solo il mio malessere...ero tesa e lui se ne rendeva conto..ne sono certa..

tutti mi dicevano i bambini sono spugne assorbono tutto..

e io mi colpevolizzavo ancora di piu..perchè non riuscivo a trovare la strada per stare meglio..ma allo stesso tempo sapevo che ferivo..

la celiachia invece gli è stata diagnosticata ad aprile 2010..

quindi è stata una cosa molto successiva..ma non so se è causata da quello o meno.

ci hanno fatto fare gli esami genetici a noi genitori.io non lo sono..mio marito non l'ha ancora fatto l'esame perchè crede ed è certo di non esserlo sicuramente...mah...

in ogni caso è stata scoperta (per fortuna per caso) visto che non ha mai avuto malesseri che incidevano fortemente..
ma aveva sempre un pancino gonfio e spesso era debole..quindi con poco si stancava...

allora il pediatra mi consiglio di fare gli esami per scrupolo e di li risultò subito postivo...abbiamo approfondito..fatto la biopsia intestinale e ci hanno dato la certezza che nostro figlio fosse celiaco.

a presto

e grazie

Francesca
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Alessandra_Rotondi
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Post by Alessandra_Rotondi »

Bene, allora è chiaro che l’evento non è stato traumatico per lui, ma come lei stessa scrive, per lei.
I bambini sono molto sensibili e attenti a quello che succede, soprattutto agli adulti di riferimento.
Solo un’ultima considerazione guardando non solo indietro ma anche avanti nel tempo: se pensa che questo evento traumatico tuttora condiziona in modo significativo la sua vita, con il timore di perdere suo figlio, e pensa che questo possa influenzare oggi o in futuro il bisogno di autonomia/separazione che suo figlio pian piano avrà in misura maggiore, credo che possa essere utile per lei avere uno spazio dove elaborare l’accaduto, con persone amiche o familiari che possano ascoltarla e sostenerla. Forse, come ho già detto, anche con un professionista. Tutte cose diverse ma che comunque possono aiutarla.
Bene inteso che noi comunque siamo qui.
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