Sulla caccia

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Moderator: Paola

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Claudina
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Post by Claudina »

non avevo ancora scritto qui, il post nasce da un mio post dove parlo dei cani di mio babbo.

come ho già scritto, brevemente, non condivido affatto.

io vivo la mia esperienza di figlia e sorella di due uomini che tengono i cani come fossero merce, chiusi nei recinti e legati alle catene, usati solo quando si va a caccia, lasciati soli tutto il giorno, e per una buona parte dell'inverno mai fatti uscire dalle gabbie per una corsa.

io vedo tutti i giorni questi cani, mentr evado a prendere ale, o a fare spesa.

mi guardano e io li vedo soffrire.

sapete quanti ne ho visti seppellire?

non c'è nessun amore per gli animali (parlo del MIO caso specifico), non lo vedo nemmeno negli amici di mio babbo, che vanno a caccia con lui.

e poi ci sono le armi, la "violenza" gratuita, passatemi il termine.

le cene preparate da mia mamma a base di lepre, uccellini, capriolo, cinghiale.

mi viene la nausea solo al pensiero.

mio fratello, da piccolo, era terrorizzato dai fucili, dagli spari.
nemmeno a dirlo l'hanno sempre vestito con magliette mimetiche, ad ogni compleanno un fucile di plastica, una pistola, robe così.

mio babbo ha cominciato a portarlo in giro ad allenare i cani che aveva forse 6 anni.

oggi è convinto di voler prendere la licenza anche lui, e la caccia è un interesse morboso, parla solo di quello.

Io faccio incazzare tutti in famiglia, ma NON voglio che parlino di caccia davanti ad Ale, non voglio che gli facciano vedere dove stanno le armi, non voglio nessuna arma giocattolo in casa mia.
non tollero.
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perlina
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Post by perlina »

Non ho letto le altre risposte, se non qualcuna, ma vi dico la mia opinione...
Odio la caccia!
Col mio lavoro (veterinaria) ne vedo di tutti i colori.
Non faccio di tutta l'erba un fascio, ho clienti cacciatori che amano i loro cani, ma purtroppo sono una minoranza.....
La maggior parte li usa solo come strumenti, li sfrutta, li affama, li sfianca......e quando non sono più buoni...via, un colpo di fucile in testa, o una salita in macchina con relativo scarico per strada.....
Proprio l'altro giorno è venuto da me un cacciatore a chiedermi se volevo levare chirurgicamente il microchip a due suoi cani ormai anziani e non più adatti alla caccia, perchè doveva eliminarli......non ci ho visto più, ho minacciato di chiamare i carabinieri...lui ha ribattuto che scherzava, ma so che non è così, troverà un vet compiacente che, per una bella parcella, farà il lavoro.....
E che dire del terrore che ho quando devo annunciare al proprietario cacciatore che il suo cane è malato.....al novanta per cento non lo curerà e lo toglierà da mezzo.....
Se tutto va bene, inoltre, i cani da caccia, vivono in box minuscoli, senza possibilità di uscire se non per lavoro, senza carezze, senza coccole, solo come armi......
Io ho una Setter inglese, cane da caccia per eccellenza, trovata abbandonata due anni fa, in stato di chock, per strada, che correva come impazzita fra le auto in corsa.....
Adesso, dopo due anni è una cagna serena dolcissima, affettuosa, ma per mesi non si è lasciata toccare, per mesi se n'è stata immobile nella cuccia, terrorizzata appena le si rivolgeva uno sguardo o una parola....poi con infinita pazienza e amore, pian pianino, sono riuscita a conquistare la sua fiducia, e ora è tutto un farmi le feste e le coccole, adesso è l'ombra di mio figlio Thomas, si abbracciano, si baciano.....lei è dolcissima!!
Ma guai, ancora adesso, a fare un rumore improvviso, un gesto brusco...ecco che nei suoi occhi ritorna il terrore più puro e inizia atremare come una foglia.....
Povero angelo, chissà che deve aver subito...quante angherie.......a volte, se la guardo negli occhi, leggo., dietro la sua dolcezza, un'antica sofferenza che non la lascerà mai....
E pensare che Setter, Breton e simili, sono cani dolcissimi, adatti a vivere in casa e, secondo me, i migliori con i bambini!! Altro che caccia!!!!
passiamo poi al fatto che, per me è inconcepibile come un cacciatore possa provare piacere e divertimento nell'uccidere un essere vivente....non ci arrivo, non lo capisco.......come può la sofferenza di un pivero animale, procurare gioia e benessere?????
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Mirko e i furetti
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Post by Mirko e i furetti »

Paola M. wrote:In realtà un differenza c'è che però non c'entra con il discorso animalista ma col rispetto della catena alimentare e dell'etica umana, uccidere gli animali per mangiarli non è più una necessità né per chi va a caccia né per chi li compra allevati MA "il piacere di rincorrere, braccare, uccidere un soggetto più debole nella catena alimentare", quel senso di onnipotenza che pervade colui che ha fra le mani la preda è un "piacere atavico e animale" che a mio avviso andrebbe contrastato perché non è sano nei confronti della natura e dell'uomo stesso.

Due pensieri mi fanno giungere a questa conclusione: il rispetto che alcune religioni pongono nell'uccisione degli animali da mangiare (penso all'Islam o all'ebraismo) per cui quando si uccide un altro essere vivente, anche se animale, vi sono delle regole ben preciso in rispetto a questi e poi LO SCHIFO dei bambini di fronte ai cadaveri degli animali. Fino ad una certa età poi, almeno i miei figli, non sopportano l'idea che un animale debba essere ucciso per essere mangiato. Ecco, l'idea di ucciderli, raccoglierne i cadaveri ancora caldi, spennarli o pelarli, eviscerarli ecc... senza sentire LA COLPA per uqello che si sta facendo non mi pare un buon sentimento da coltivare nell'umanità.

Poi, forse sono iprocrita ma la fettina sul bancone del supermercato non mi fa lo stesso effetto, però ho visto mio figlio piangere di fronte ad un coniglio morto, spelato, ancora intero e credo che quello sia il sentimento GIUSTO.


Solo due commenti.

Islam e ebraismo impongono certe regole nell'uccisione non per rispetto dell'animale, che nel rituale kosher muore lentamente per dissanguamento, quanto per il rispetto di regole religiose.

Seconda cosa se i tuoi figli fossero stati figli di contadini e tu fossi stata la madre che ogni domenica ammazzava il coniglio o il pollo per l'arrosto non ci sarebbe stato alcuno schifo, in quanto i tuoi figli avrebbero saputo che per ottenere l'arrosto è necessario macellare un animale.
Questione di consapevolezza ed esposizione.
puoi dire che i tuoi figli siano più sensibili di quanto lo siano atati i nostri nonni, ma non credo che sia una questione di sensibilità.

Quanto alla questione caccia faccii lo stesso ragionamento.
Sono sensibilità diverse.
Però, di sicuro, l'ipocrita che compra la fettina al supermercato non rischia di impallinare se stesso, i suoi cani, o suoi compagni di battuta o chiunque altro si trovi a passeggiare in un territorio che, ricordiamolo NON È solo dei cacciatori.

Già il solo fatto che uno, nel suo terreno, deve stare attento a uscire.di casa durante il periodo della caccia fa venir voglia di ordinare uno stock di mine antiuomo.

Saluti tardivi
Mirko
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piccole piratesse crescono...
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questa foto era grossa, lo so. ma qui si lamentano...
rimpicciolendola rende meno l'idea...
chi se ne frega?
è il pensiero che conta.
P.S. per compensare la fatica che ho fatto a rimpicciolirla diventerò ancora più fastidioso.


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