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erinmay
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Post by erinmay »

lenina wrote:mi pareva di aver letto che limitavi il videogioco a mezz'ora al giorno un'ora se non guarda la televisione ma forse non eri tu.

Se eri tu faresti lo stesso con i libri?Massimo mezz'ora al giorno?
sì, farei lo stesso
con la premessa dell'atteggiamento compulsivo
(l'ora al giorno di nintendo deriva da lì, anche se quand'anche non ci fosse tale atteggiamento limiterei comunque il tempo davanti alla console perché ci sono dari scientifici sul fatto che stare ore davanti ad uno schermo fa male)
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Rie
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Post by Rie »

Elly70 wrote:m
Certo che un libro porta a isolarsi, porta a seguire un ragionamento, a visualizzare situazioni, personaggi, luoghi, a riempirsi la testa di parole che diventano immagini. Un libro stimola la capacità di creare silenzio, silenzio dentro noi stessi per ascoltare. Quanto poco silenzio abbiamo? Quanto ne avremmo bisogno tutti? Perchè siamo sempre stressati? Innanzitutto, è l'incapacità di fare silenzio. Non ci siamo più abituati.

Ho riflettuto un pò su questa cosa dell'interattività dei giochi...può essere e sicuramente tutto fa male e tutto fa bene. Quello che però dà un libro è la possibilità di creare con la mente, di non avere un immagine preconfezionata, di non essere bombardati di suoni e colori artificiali. E' più rispettoso dei ritmi personali, non invade, non è prepotente, non si impone con la forza.

Sì io preferisco un libro a un videogioco
Anch'io, e di gran lunga. E condivido assolutamente le tue affermazioni sul creare e non essere bombardati.

Dirò di più: non ho alcuna difficoltà a ritenere non proprio il massimo della vita sociale ma non necessariamente patologica, anzi spesso utile alla crescita intellettuale la lettura compulsiva (di libri con un minimo di spessore, s'intende), e a stimare meno il videogiocare compulsivo. Verso il quale ho un'attitudine abbastanza serena, tuttavia: a piccole dosi, male non fa. E se è meno che becero (ad esempio brain trainer), le dosi possono anche essere più massicce. Nel nostro caso il razionamento è più rigoroso perché ad Alex piacciono solo i giochi beceri (pokemon nero/bianco) :lol:

Mara... per me ci puoi anche provare, ad imporre una tua scelta controcorrente.

Ma devi essere consapevole del fatto che la corrente, se proprio la vuoi rifiutare in toto, può risultare alla fine allettante e, magari in altre età, portare a una reazione contraria della bambina.
O magari no, eh!
Quando ero ragazzina io tutti i miei amici avevano guardato Dario Argento, i miei me l'avevano vietato categoricamente. Ero lì che pativo la mancanza di questa pietra miliare della mia integrazione, ma quando anni dopo finalmente l'ho visto... ho detto: tutto qui? E non mi sono particolarmente interessata alla cosa.
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Post by Sheireh »

Elly70 wrote:Certo che un libro porta a isolarsi, porta a seguire un ragionamento, a visualizzare situazioni, personaggi, luoghi, a riempirsi la testa di parole che diventano immagini. Un libro stimola la capacità di creare silenzio, silenzio dentro noi stessi per ascoltare. Quanto poco silenzio abbiamo? Quanto ne avremmo bisogno tutti? Perchè siamo sempre stressati? Innanzitutto, è l'incapacità di fare silenzio. Non ci siamo più abituati.

Ho riflettuto un pò su questa cosa dell'interattività dei giochi...può essere e sicuramente tutto fa male e tutto fa bene. Quello che però dà un libro è la possibilità di creare con la mente, di non avere un immagine preconfezionata, di non essere bombardati di suoni e colori artificiali. E' più rispettoso dei ritmi personali, non invade, non è prepotente, non si impone con la forza.
Il fatto è che... probabilmente non conosci i videogiochi, o perlomeno li conosci solo tramite le immagini che ti rimandano la tv, i pregiudizi comuni, ecc. Per conoscere questo mondo bisogna averne fatto parte. E' come pensare di sapere cos'è un libro senza averne mai letti vari.

Ci sono videogiochi amplissimi, dove puoi decidere la storia, creare un sacco di cose, metterti a fare sfide sotto vari aspetti (di concetto, di concentrazione... anche di moralità, perché ci sono giochi che prevedono storie e soluzioni diverse in base a ciò che si decide di fare ed essere). Dove puoi fare conoscenze profonde con altre persone (io ho amicizie che durano da molti anni di persone conosciute in giochi online, c'è chi ci ha trovato l'amore...). Il videogioco ti può stimolare a conoscere di più alcune storie o ambientazioni (basti pensare a quelli che si rifanno a saghe famose di libri, per esempio, o su base storica).
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"Mi viene in mente solo un'espressione leggendoti: pacha mama ossia madre terra in lingua quechua" - Marylizard

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