se non prende bravo ci resto male

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alemia
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Post by alemia »

zizzia wrote:davanti allo stacco anch'io inorridisco! ahahahahah
anche colorare in maniera circolare, e con poca pressione aiuta!

se si colora senza marcare troppo le matite si fa in un attimo

infatti spesso le bellissime bamboline di annalisa hanno dei bellisismi colori pastello, che incantano

io sola so il perchè di quelle tinte delicate ahahahah :cisssss:
(mamma docet ahahah)
.
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frittelle
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Post by frittelle »

Ho studiato Scienze della Formazione ma ho mollato a metà strada, e la mia testa è sulle nuvole, le nozioni sono tutte evaporate, però ricordo che i metodi didattici stanno cambiando e che le nuove generazioni di insegnanti (ehm… utopicamente certo) dovrebbero essere in grado non tanto di giudicare, dare voti, fare graduatorie, somministrare punizioni, ma di stimolare la curiosità, la voglia di imparare anche giocando a volte. E’ vero che la scuola è un dovere, certo, ma è anche un grande privilegio e può essere divertente! Non dimentichiamo che per i bimbi il primo mezzo per imparare è proprio quello ludico, perciò perché non approfittarne per cercare di fargli “digerire” alcune materie per loro meno gradevoli? Un’altra cosa sulla quale ricordo che si puntava molto era il lavoro di gruppo, la collaborazione: imparare che ognuno ci mette del suo e si può lavorare meglio tutti insieme e ottenere migliori risultati aiutandosi. Scusate, forse sono stata poco chiara, confusa … e come ho detto uno dei miei peggiori limiti è la memoria, ma è un argomento che mi tocca molto profondamente. Mi viene in mente Don Milani, Lettera a una professoressa, certo altri tempi e tematiche complesse, ma che quello è studiare, quella è Scuola!
Poi naturalmente abbiamo aspettative nei confronti dei figli, ma l’aspettativa “buona” non può essere letta come fiducia? Cioè: ti amo e so che ce la puoi fare. Questa è una forza. Quello che fa molto male invece è l’aspettativa “cattiva”: ti amo e ti accetto sì, ma a condizione che….
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Robbina
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Post by Robbina »

frittelle wrote:Ho studiato Scienze della Formazione ma ho mollato a metà strada, e la mia testa è sulle nuvole, le nozioni sono tutte evaporate, però ricordo che i metodi didattici stanno cambiando e che le nuove generazioni di insegnanti (ehm… utopicamente certo) dovrebbero essere in grado non tanto di giudicare, dare voti, fare graduatorie, somministrare punizioni, ma di stimolare la curiosità, la voglia di imparare anche giocando a volte. E’ vero che la scuola è un dovere, certo, ma è anche un grande privilegio e può essere divertente! Non dimentichiamo che per i bimbi il primo mezzo per imparare è proprio quello ludico, perciò perché non approfittarne per cercare di fargli “digerire” alcune materie per loro meno gradevoli? Un’altra cosa sulla quale ricordo che si puntava molto era il lavoro di gruppo, la collaborazione: imparare che ognuno ci mette del suo e si può lavorare meglio tutti insieme e ottenere migliori risultati aiutandosi. Scusate, forse sono stata poco chiara, confusa … e come ho detto uno dei miei peggiori limiti è la memoria, ma è un argomento che mi tocca molto profondamente. Mi viene in mente Don Milani, Lettera a una professoressa, certo altri tempi e tematiche complesse, ma che quello è studiare, quella è Scuola!
Poi naturalmente abbiamo aspettative nei confronti dei figli, ma l’aspettativa “buona” non può essere letta come fiducia? Cioè: ti amo e so che ce la puoi fare. Questa è una forza. Quello che fa molto male invece è l’aspettativa “cattiva”: ti amo e ti accetto sì, ma a condizione che….
STRAQUOTISSIMO
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L'unico modo per sentirsi qualcuno è sentirsi se stessi.

LEGALIZE HIM ,LEGALIZE HIM
TELL YOU ME A TELL IF YOU LEGALIZE HIM

http://www.youtube.com/watch?v=syyfoKrHcmc
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