Che bne pensate di questa frase? (tratta dalla firma di una NM che cita un'altra NM)
Io la devo esorcizzare, che ogni volta che la leggo ho un tracollo ahahahah
Sicuramente ho tanto da imparare, e dai miei figli ho appreso la Santa pazienza (con Dario), il dono del sonnambulismo (con Irene) e mi ripasso Gibran e Gordon ogni volta che vorrei obbligare i miei figli ad affrontare qualcosa a modo mio, invece di lasciarli crescere
Ma ritengo che i nostri figli abbiano bisogno di vederci come educatori, anche
Da bambini come guide, un punto fermo (umano e fallibile ma abbastanza saldo), da adolescenti come antagonisti, ma pur sempre "genitori ed educatori"
Io ai miei figli chiedo scusa, e imparo
Ma innanzi tutto li prendo per mano, e li guido
Credo che sia un dovere
Che ne pensate?
Perche' dai figli si impara, mica si insegna
Moderator: Paola
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Perche' dai figli si impara, mica si insegna
Ruggero 8 maggio 2004,Dario 14 maggio 2007,Irene 17 dicembre 2010
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Quando sei nato non puoi piu' nasconderti
e quando sei genitore ancora meno
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Quando sei nato non puoi piu' nasconderti
e quando sei genitore ancora meno
- LauraDani
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ora non ce la faccio Laste
devo fare un discorso troppo lungo
comunque per me il ruolo educativo non c'entra
per me è un memento, per ricordarmi sempre che io non ho la verità assoluta su ciò che sia meglio
neppure nei confronti di mia figlia
devo fare un discorso troppo lungo
comunque per me il ruolo educativo non c'entra
per me è un memento, per ricordarmi sempre che io non ho la verità assoluta su ciò che sia meglio
neppure nei confronti di mia figlia
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(E. Montale)
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(E. Montale)