forse sono fragile di mio oggi, ma queste parole mi suonano e mi vanno in risonanza nel cervello.Simom wrote:Ilaria, vorrei dirti che passerà ma non me la sento.
Io dentro di me so che l'amore che provo per Daniele è diverso da quello che provo per Alessia.
E mi sento una merda.
Quando arrivò Daniele mi sono comportata esattamente come Pandina, ma i sentimenti, il cuore sono un'altra cosa.
Non lo so per come sono fatta io, sinceramente, e' talmente atavico, talmente primordiale, talmente radicato, talmente protettivo il mio senso materno che se solo per un attimo, se solo per un fottutissimo istante pensansi di preferire un figlio ad un altro, per un meccanismo di protezione tenderei immediatamente a protendere per il leso.
Non so se mi spiego.
E la mia difficoltà in questo momento non e' tanto nel non sapermi esprimere, ma nel timore di poter ferire qualcuno.
Tanto fragili so essere certe corde che il senso della maternità fa vibrare, fino a reciderle, piu' che farle suonare.
perche' se un mamma dice quel che dici tu (e quindi penso ad Ilaria e a tante mamme che premettono "ti capisco") vuol dire che sta facendo, secondo me, un po' di outing.
Pero', davvero ATTENTE.
e' un outing secondo me abbastanza pericoloso se a questo non segue una seria volontà di ribilanciare gli affetti.
Non serve a molto sentirsi una merda.
Non serve a nulla.
Serve invece agire verso la parte lesa e la parte lesa, ma lesa veramente, e' quel figlio che e' amato diversamente da suo fratello.
non a 20 anni, non a 30.
Ma a 2 o 3 anni, 4 o 5, insomma in quell'età in cui non fanno niente e non devono fare niente per meritarlo il nostro amore senza condizioni.
Forse vale anche a 30 anni, non lo so.
Ma vale ora.
Io sono contenta di leggere tanta comprensione.
Giuro lo sono.
Ma questo cerchio di supporto un po' mi spaventa, perche' non aiuta a mettere a fuoco l'urgenza.
Secondo me ogni giorno speso a pensare di preferire un figlio ad un altro, sara' pure normale, ma e' un giorno speso male.
Forse speso nel peggiore dei modi perche' non si puo' pensare di proteggere un figlio da sua madre.


