Cos73 wrote:ho letto fino a qui.
Appunto, anche questo tipo di incombenza dovrebbe essere ripartita indifferentemente fra padre e madre (e qui è più un discorso culturale che legislativo) e a quel punto non ci sarebbe più lo svantaggio delle donne nell'essere assunte, soprattutto se il congedo parentale obbligatorio esistesse anche per i padri. E non avrebbe più senso che le retribuzioni fossero inferiori.
Però queste sono cose che in parte dovrebbero essere previste da una politica all'avanguardia, ma in parte possono anche venire da noi, dalle famiglie. Perché gli uomini hanno diritto a quei giorni per malattia dei figli come le donne, e gli uomini possono già adesso usufruire del congedo parentale.
Quanti qui (presenti o mariti) ne hanno usufruito?
I cambiamenti non devono necessariamente venir imposti dall'alto, ma possono anche nascere dal basso.
Dani ha usufruito dell'allattamento di will.
Ma poi gli hanno reso la vita lavorativa un inferno e questo fatto, unitamente alla seria prospettiva di fallimento, lo ha costretto a cercare un altro lavoro.
Prima di dimettersi ha sfruttato un mese di congedo (tanto non avrebbero potuto più fargli nulla).
Con Jacopo non si è azzardato a chiedere nulla...è un contratto a tempo determinato...
Chiederà l'ultimo mese di allattamento solo con una seria prospettiva di assunzione altrove.
È un misero gioco di contratti, stipendi pagati e diritti.
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Io credo che tu debba dare la possibilità anche a Will di attraversare le onde senza avere troppa paura per lui.
Posso solo immaginare quanto sia difficile, soprattutto ora che hai appena partorito, accettare gli occhi spaesati di tuo figlio.
Ma è solo un momento, quegli occhi di oggi sono necessari a lui per riemergere dalle onde.
Più sicuro, sempre amato, e con un meraviglioso fratello. Grazie Pinnagialla
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