Una scuola sola. In cui avevano già detto che preferivano le 27 o le40. Mi chiedo solo se possono imporre la scelta delle 40MatifraSo wrote:Da noi dovevamo segnare le varie opzioni in ordine di preferenza.
Io ho segnato prima le 27 ore, poi le 30, poi le 40 e poi le 24.
So che se non ci dovessero essere le 27, mi daranno le 30, e se non ci dovesero essere, mi daranno le 40, ecc. ecc.
Devo dire che in tutte le scuole del comune (sono 5) sono già decise più o meno le ore. Nel senso che se io chiedo le 40 ore nella scuola di Istrana non me le daranno, perchè le 40 ore le fanno già in una scuola della frazione. Sta a me decidere se preferisco avere le 40 ore e quindi portarla in una scuola vicina, oppure privilegiare la posizione della scuola però cambiare orario.
Da voi quante scuole ci sono? Tutte fanno lo stesso orario?
Domanda legale....,
Moderator: laste
- pala4ever
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Io so che tu non sai che io so
- LauraDani
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certo che può imporre le 40 ore: 11 non eravate sufficienti per le 30, quanti eravate per le 27? Se sempre 11, non c'era il numeropala4ever wrote:Avevano messo nella domanda di iscrizione le 27, le 40 e le 30 se c'era il numero di iscritti a sufficienza. Eravamo 11 iscritti alle 30. Abbiamo segnalato che se le 30 non si fossero fatte sceglievamo le 27. La direttrice c'ha cacciato nelle 40 per fare due classi da 40 così le danno più organico.....
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(E. Montale)
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(E. Montale)