mhm... secondo me la famiglia è il fattore più importante, come dici tu, finché sono piccoli.MatifraSo wrote:Soo d'accordo con chi dice che l'integrazione può avvenire solo con le seconde generazioni.
Ma credo anche che le seconde generazioni riescono a farlo solo se sono supportati dalle famiglie, almeno finchè parliamo di bambini di asilo/elementari (per quel che conosco io).
Ma è dopo che si gioca la vera partita.
E dopo è la società che deve mettere questi ragazzini in condizione di diventare DAVVERO italiani.
E la scuola è l'unico ambiente che sono obbligati a frequentare.
(Oratorio, associazioni varie tipo scout, associazioni sportive, doposcuola di volontariato... qualcuno li frequenta, ma sono la minoranza, sempre per i motivi socio-economici di cui sopra... gli oratori forse qui nella mia sono quelli che più fanno in quanto a integrazione).
Ho sott'occhio i miei nipoti e i loro amichetti, ormai tutti adolescenti e arrivati in media 10 anni fa.
Rispetto ai genitori c'è un abisso, e non solo in quanto a competenza linguistica, ma in quanto a "competenza sociale", oltre che alla cerchia delle amicizie (in quanto a provenienza etnica, le conoscenze dei genitori ruotano all'80% intorno alla comunità locale, quelle dei ragazzini, famiglia esclusa, sono al 100% compagni di scuola).

