Io quoto Lelia, Lenina, Babyrizzo, Vinziana e anche Cinzia.
Io pure ho studiato due anni interi per il concorso che ho vinto nel 2000. E non mi sento reclutata ad minchiam.
Rammento alla cara Zizzia che la storia non riguarda la coscienza, mentre la religione è un fatto strettamente personale, anche coperto da privacy fra l'altro, ed è proprio per questo che, in ossequio al dettato costituzionale, l'irc non è più obbligatoria ma facoltativa. Se un cinese decide di vivere in Italia, il fatto di studiare la storia dell'Italia non mi pare indelicato (fra l'altro non si studia solo la storia italiana, ma anche quella inglese, francese, tedesca, russa, e anche dei Paesi extraeuropei, seppure meno approfonditamente).
Io preferirei che mia figlia non frequentasse l'ora di religione (e invece lo fa) non perché abbia timore che diventi cattolica, ma perché temo che, presto o tardi, le si dica che il matrimonio è indissolubile (e quindi io e il suo papà non siamo una famiglia), che chi divorzia non è un buon cristiano, che il battesimo lava il peccato originale e chi non è battezzato non è figlio di Dio e va all'inferno et similia.
Questo da mamma non battezzata.
Da insegnante, invece, mi spiace che, quando ci fu da inserire la seconda lingua straniera nel curricolo, si ritenne opportuno sacrificare un' ora di italiano (e vabbeh) e una di tecnologia (!) mentre l'ora di religione ovviamente deve esistere. E che in una scuola primaria con orario a 24 h settimanali si faccia meno italiano, meno matematica, meno laboratori sportivi o espressivi, ma continuino a esserci due ore di religione cattolica (e due di alternativa)
Che non costi l'ora di religione alle famiglie, poi, non è vero. Ha un suo libro di testo, che non viene fornito gratis dalla Curia
