lo so, certo che le provocazioni sono normali, non sto mettendo "in dubbio" la loro necessità/utilità,lella wrote:Lela ma in questo caso il tuo terzo arriva in un contesto completamente nuovo e ci sta che ti spiazzi in tutti i sensi
il problema è che comunque devo trovare il modo di ridurle e di farmi ascoltare, non posso lasciarlo andare allo sbaraglio (anzi, ha molto bisogno di limiti chiari e irremovibili in questo momento), ma nulla di quel che faccio/facevo funziona.
mhmmm... più che il crederci credo sia questione di carisma personale e di abilità nella comunicazione..lella wrote:però, ad esempio, come ti spieghi che alcuni insegnanti riescono a a farsi ascoltare da tutti gli alunni, magari anche senza alzare troppo il tono di voce e con altri c'è il caos più assoluto?
Secondo me il crederci in quello che si fà, nel senso che, in questo caso specifico, credere che giustamente ti stai arrabbiando e stai reagendo e non avere troppi sensi di colpa, conta tanto.



