Claudia wrote:
Ma il rispetto, quello vero, profondo, erano soltanto in pochi tra gli insegnanti ad esserselo "guadagnato" sul campo.
Guarda caso quelli che erano autorevoli e non autoritari.
Quelli che rispettavano la persona-alunno.
Faccio anche fatica a capire questa argomentazione (non sei la sola, ovviamente, ad averla usata, anche Los ad esempio ma mi pare anche altre)
Quindi tra colleghi, superiori, colloqui formali, incontri con persone con cui non siamo in confidenza....abbandoniamo l'etichetta a seconda di chi ci sta davanti?
Se ad un adolescente sta sulle palle un prof (cosa che può capitare anche in caso questo non sia una cattiva persona, sono esseri umani e non tutti possono entrare in un rapporto amicale con un adolescente) lo autorizza a mancargli di rispetto?
L'etichetta è prevista proprio perché da un canone di comportamento a prescindere dal nostro carattere e i nostri tiramenti, dalle simpatie o antipatie.
Con i codici di comportamento non sbagli mai, perché sono appunto codici socialmente validi.
Ecco perché in contesti formali (e la scuola lo è alla fine) a me piacciono
No Lav, non parlo di abbandonare l'etichetta, quello è il rispetto formale e, secondo me, dovuto ugualmente.
E' ben altro quello guadagnato sul campo. Quello che può essersi guadagnato una Mic.
Io so che tu non sai che io so.
Chi è senza peccato scagli la prima pietra.
(Gesù Cristo)
perelisa wrote:Non riesco a quotare ma io,alle elementari, davo del lei alla maestra ed, anzi, la chiamavamo Signora Maestra. E comunque ci abbracciava e comunque era dolce..le scrivevano pure le letterine, per dire.
Anni '80
Già negli anni 80 il lei non era previsto alle elementari.
Si ritiene proprio che ai bimbi serva familiarità
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)
Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010
“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
Ma è la verità, Lav! E siamo confrontati tutti, giornalmente, con episodi che mostrano che non sono le formalità a fare il rispetto!
Per me è assurdo che dei ragazzi si debbano alzare ogni qualvolta entra un adulto in classe, soprattutto se è richiesto solo per certi adulti