su questo hai ragione, paola.Paola wrote:Io continuo a sentire albergatori che si lamentano che non hanno camerieri, signore delle pulizie.Mammatitta wrote:Dici? Mio nipote fa il cameriere a Londra. Viene dall'alberghiero, fa esattamente quello che voleva fare, ma qui in Italia nessuno gli faceva il contratto e lavorava a serata, a Londra ha un contratto serio ed una vita dignitosa.
Imprese di costruzioni che non hanno muratori e sono costretti a prendere persone non formate né come scuola né come tradizione culturale del costruire. Noi nelle vigne siamo sempre alla ricerca di contadini ecc.. Non parliamo nelle fonderie che a Brescia se non vi fossero i ragazzi Ghanesi sarebbero chiuse da tempo.
Poi, come diceva Nene probabilmente il trattamento all'estero è diverso, sia come stipendio sia come lingua e indipendentemente da questo un giovane, come scrivevo fa bene a fare valigia ed andare, che imparare una lingua in più fa benissimo, però con qualche sacrificio anche in Italia c'è ancora margine per lavorare.
Noi Italiani abbiamo un po' il difetto della ri-collocazione. Un giorno lessi l'intervista di un epurato dal crollo della Lehman Brothers, un dirigente che, avendo perso il lavoro da un giorno all'altro, intanto faceva il lavapiatti. Ecco, ho visto osti non prendere ragazzi come camerieri perché laureati e quindi per forza incapaci e ho visto nel mio ufficio giovani stagiste rifiutare alcuni incarichi perché non in linea con il curriculum.
al di la del trattamento economico, è vero anche che spesso non ci si abbassa a certi livelli, passami il termine.
la ricollocazione spaventa o forse non si ha più voglia.
siamo un po borghesi in questo.
sono vent'anni che faccio sto lavoro, non faccio altro.
io invece a 45 anni ho imparato un mestiere nuovo e ne sono fiera
con buonapace del mio amico mattino marzotto
