la responsabilità degli altri

Parliamo dei nostri bambini dai 6 a 12 anni

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Lucia76
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Re: la responsabilità degli altri

Post by Lucia76 »

penso che hai fatto bene a dirglielo e penso che sia giusto fare così. Quindi secondo me sbaglieresti se davvero cominciassi a "farti i fatti tuoi". La responsabilità è condivisa, c'è un bellissimo detto africano che dice "per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio", ed è una grande verità. questo non significa mettere il naso negli affari degli altri, ma soltanto condividere la responsabilità educativa che tutti abbiamo.
Poi come ha reagito la mamma è un altro discorso (così come i pettegolezzi aggiunti), ma ciò non toglie che tu hai fatto il tuo dovere. Sarà che sono nata e cresciuta in un piccolo paese, dove le cose hanno sempre funzionato così, e dove anche ci si fida(va) di tutti. Ora sembra un pò una società ideale purtroppo, perchè sempre più spesso ci si chiude nell'individualismo di casa propria, ma sono atteggiamenti che andrebbero recuperati.
Trilli
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Re: la responsabilità degli altri

Post by Trilli »

No, non farti i fatti tuoi, ti prego.
La reazione di quella mamma, di chiusura a riccio, è irrazionale ma comune.
Trent'anni fa nella compagnia che frequentavo c'era un mio coetaneo figlio di un'amica di mia madre. Una persona, la madre, tutt'altro che provinciale, nata in una famiglia di militari israeliti.
Mi accorsi ben presto che il ragazzino fumava, e non sigarette, ma peggio ancora lo vidi bere gin liscio prima di entrare a scuola. Al liceo era noto col nome di "Canna", quindi le sue abitudini erano ben conosciute.
Era un ragazzo intelligente, arguto, originale, e la china che stava discendendo mi portò a confidare tutto a mia madre, e a chiederle di fare qualcosa. Lei non esitò a parlare con la madre, che reagì più o meno come la signora di cui parli: disse che non era possibile, aggiunse che essendo cresciuta in una famiglia autoritaria preferiva dare fiducia al figlio, pregò di non occuparsene oltre, troncò i rapporti.
Il finale stavolta è triste: venni a sapere negli anni di impasticcamenti, corse al PS, tentativi di disintossicazione. Quando lo incontrai per caso sul tram, il ragazzo non mi riconobbe. Ancora oggi ho in mente i suoi occhi opachi, spenti.
Fu un dolore grande, mi sentii impotente ma mi consolò la consapevolezza di averci almeno provato, ad aiutarlo.
Ovvio, tutto ciò ha senso se si tratta di situazioni pericolose. Non certo per raccontare pettegolezzi (ho visto tuo figlio che baciava X, eccetera)

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Scilla
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Re: la responsabilità degli altri

Post by Scilla »

purtroppo, in questi casi, sono incapace di farmi i fatti miei
mi dispiace molto vedere persone non andare oltre il proprio naso, anche quando di mezzo c'è il benessere e l'incolumità dei loro figli
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