Caterina, io sono un caso patologico.
Questa affermazione di lavinia secondo me è vera
penso si possa dire senza generare accese polemiche che un parto naturale senza complicazioni per la mamma e il bambino sia meglio che un cesareo
tutto qui
Ma io mio problema è che una complicazione c'è stata.
Nella mia testa. Nel mio primo travaglio, finito dopo 16 ore in TC d'urgenza, è successo qualcosa che non andava. Il mio vissuto del dolore ha assunto i colori dell'incubo. Perciò PER ME ha reso di gran lunga preferibile pretendere il cesareo per il secondo figlio. Avrei potuto tentare il naturale, ma psicologicamente non ce l'ho fatta. A volte la chiamano tocofobia, il terrore delle contrazioni... ma serve solo a ottenere quel foglio che ti fa saltare quel che temi e arrivare direttamente al pargolo fra le braccia. Nel mio caso, non è servito nemmeno questo. Mi è bastato scegliere medico e ospedale della vecchia scuola "una volta cesareo, sempre cesareo", e ho ottenuto quel che volevo.
Non mi sono mai sentita una mamma di serie b, anche se mi è dispiaciuto di avere volontariamente rinunciato per una mia paura a una seconda esperienza che, per compensare il disastro della prima, avrebbe potuto anche essere bella.
Il postoperatorio del cesareo poi è stato tutt'altro che un deterrente, perché l'ho trovato come bere un bicchier d'acqua rispetto al travaglio, e la seconda volta è stato persino più facile da superare.
Mi resta una lieve amarezza per quello che ho perso.
Ma se sono onesta con me stessa ho anche la lucida consapevolezza che senza un cesareo pressocché elettivo non sarei stata serena nel mettere al mondo Federico. E almeno della nascita di un figlio su due volevo avere un bel ricordo; un sogno, non un incubo.
Fine del caso patologico.
Tu che fino a prova contraria sei un caso fisiologico, Caterina, provaci!
Magari ti va di kiulo, come a un paio di fortunate di questo forum che hanno avuto travagli brevi e non insopportabili, e la più grande gioia al mondo secondo la norma di madre natura.