Mirko e i furetti wrote:allora quello che ho capito di questo titzer e' (alcune cose le posso confermare, altre ancora non ho verificato):
1) c'e' un periodo finestra nel quale i bambini sono in grado di assimilare in maniera naturale tutto cio' che e' relativo alla comunicazione. (non vorrei sbagliarmi ma se ricordo bene i miei "studi" queste connessioni dovrebbero formarsi nella parte adibita al linguaggio stesso invece che nella zona adibita alle funzioni evolute e quindi sarebbero piu' veloci ed in un certo senso "istintive"). questo periodo va dai cinque mesi ai due anni. passato questo periodo il bambino imparera' ugualmente ma meno velocemente e naturalmente.
2) c'e' un muro di 10-15 parole che il bambino deve imparare e lo fa lentamente dopo le quali il suo cervello capisce il meccanismo diventa una spugna e inizia ad imparare "a rota"
3) il metodo funziona in questo modo. fai vedere al bambino un foglio con su scritta la parola e mentre la dici passi con il dito sotto ad evidenziare le lettere associate ad ogni suono. poi dopo che l'hai detta due tre volte fai vedere al bambino la foto della cosa che corrisponde la parola oppure indichi o tocchi la parte del corpo o l'oggetto.
4) questo processo permette al bambino di imparare a leggere con lo stesso meccanismo con cui impara a parlare. i bambini non imparano a parlare suono per suono per poi unire i singoli suoni in parole. i bambini iniziano dalle parole e dai concetti.
in questo modo un bambino sara' in grado di leggere quello che gli scrivi su un foglio, associera' il suono di quello che legge con il loro significato e uala'.
5) imparare lettera per lettera e' il modo con cui si e' iniziato a istruire i bambini ed oramai e' il modo piu' affermato, pero' visti i risultati e visto che si sa come funziona il cervello perche' non iniziare ad assecondare il normale funzionamento del cervello?
6) il cervello di un bambino connette ogni minuto migliaia di sinapsi. se il bambino in quel minuto sta in un box a guardare il soffitto quelle connessioni saranno perse, se invece in quel minuto sara' stimolato quelle sinapsi saranno utilizzate in maniera proficua e serviranno come base per altre connessioni. aumentando in proporzione le capacita' del cervello del bambino in futuro.
7) l'unico problema che ho con questo metodo e' che un bambino che ha avuto i primi anni della sua vita stimolanti come si trovera' in un mondo che invece lo stimolera' solo con stronzate?
saluti elencati
Mirko
Avevo sentito parlare di questi discorsi.
Sono partiti in america (dove la gente fa davvero la gara per mandare i figli a scuola il prima possibile ecc).
Sarà anche vero che i bambini sono in grado di farlo.
Ma diciamo che mi sento di stimolare mio figlio anche senza insegnargli a leggere.
Magari metto mozart in casa, ci gioco, ci parlo, ballo con lui.
Lo lascio avventurarsi per casa.
Non vedo la necessità di imparare precocemente qualcosa che l'uomo ha imparato tardi (la scrittura è arrivata molto dopo la parola).
Perchè appunto non vedo fini "pratici".
Sono dislessica, e sono abbastanza convinta che lo sarei stata comunque.
Se Lorenzo vorrà imparare a leggere dirò a papà e nonni di insegnarglielo (io è meglio che eviti per ovvi motivi)
Il discorso di cui parli alla fine è proprio il metodo "globale" imparare a leggere come si impara a parlare.
Ma appunto ci sono molti dubbi a proposito (lo avevano adottato quasi tutte le scuole ma ora si sta tornando indietro pur tenendone buoni dei principi)
In America teoria come questa hanno fatto sì che i programmi fossero poi tali che il 60% dei bambini risultava avere "problemi di lettura".
Quelli dotati vanno molto in fretta e imparano molto prima però.
Penso che un bimbo dotato abbia il tempo per mostrare le sue doti e che il programma debba tenere conto delle possibilità più comuni fra i singoli bambini.

