a cosa può portare la depressione post-partum

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Pandina
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Post by Pandina »

Solange wrote:In questo passaggio Mirko ha avuto la delicatezza di non rivelare che parlava di me, ma lo faccio io, con le lacrime agli occhi perchè so quanto sono stata fortunata ad avere lui accanto che mi ha aiutata a guarire.

Ho ancora paura, tantissima, che la depressione si rifaccia viva proprio quando meno me l'aspetto, proprio quando Sveva sarà qui con noi ma mi faccio forte del sapere che quell'uomo è sempre accanto a me, che ci siete voi e che forse avrò la lucidità di ricordare che si può e si deve guarire.


Ciao Sole.
Capisco benissimo le tue paure.
Sono le stesse che avevo io durante la seconda gravidanza.
Avevo paura di ricaderci come la prima volta, invece non ricapitò.
Forse ero più forte io, avevo più fiducia in me stessa come madre, non lo so.
Ma di sicuro avevo fiducia nel fatto che mio marito avrebbe capito se ci fossero stati dei segnali sospetti.

Mirko è con te, non ricapiterà vedrai.
lory76

Post by lory76 »

kia wrote:cito solo gli interventi che ritengo più significativi per la mia esperienza...

scappare, volersi uccidere, temere di poter far del male al proprio bambino sono reazioni diverse ad un disagio simile, secondo me.

Il discrimine sta nella diversità di ogni persona, del suo vissuto e della situazione concreta che vive in quel momento.

Io ho avuto tanta, troppa paura di far del male a mio figlio e a me stessa. Non ho mai avuto l'intenzione, la voglia o il desiderio di queste cose ma non riuscivo a fidarmi di me stessa. Per un primo periodo mi rifiutai di stare sola con leonardo. Avevo paura di sbarellare, di perdere il controllo. Ogni volta che mi avvicinavo ad un coltello o ad un balcone mi assaliva il terrore e pensavo "oddio e se adesso sbarello e lo accoltello o lo butto di sotto" e così mi ritraevo immediatamente dalla situazione e cominciavo a tremare.
Queste paure erano così frequenti che ho dovuto ricorrere alla psicoterapia, dovevo sapere se ero un pericolo per me stessa e per mio figlio. La psicoterapeuta mi confortò e mi disse che avevo solo bisogno di avere più fiducia in me stessa, come donna e come madre. Io però continuavo a non fidarmi. Poi ho cominciato ad avvicinarmi di più alle mie emozioni, senza cercare di dominare i pensieri negativi ma solo ascoltandoli.... prendendoli per ciò che erano, pura fantasia, elucubrazioni mentali, echi delle mie insicurezze ataviche. E piano piano sono spariti. Il terrore che mi attanagliava all'idea di stare sola con mio figlio ha allentato la presa fino a scomparire.

Oggi sono una donna e una madre serena. Resto molto sensibile a queste notizie, a queste donne che uccidono i loro figli. Perché ho avuto troppa paura di poter essere una di queste. Non ce la faccio, però, a considerarle assassine, non ce la faccio nel mio cuore perché, nonostante la pena che provo per quei cuccioli uccisi, percepisco la disperazione, il vuoto, la solitudine, il buio di queste madri.


Kia, credo che questi racconti che ci accomunano siano qualcosa di meraviglioso per chi ci e' passata.
Sappiamo che questi pensieri sono colpa della malattia e non nostra e finalmente ci possiamo " perdonare" e finalmente si puo' girar pagina.
Finalmente...
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Rosetta.
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Post by Rosetta. »

Mirko e i furetti wrote:la depressione, post partum o no, e' una brutta bestia.
non mi ricordo chi l'ha definita "dipendenza dalla disperazione" e credo che abbia ragione...

come la dipendenza dalla bottiglia puoi decidere di non bere piu' ma la bottiglia e' sempre li e ci vuole autocontrollo e coraggio per non ricascarci.

il mio consiglio per chi ha una persona a cui tiene depressa e' di comprendere che se non si alza la mattina dal letto, se piange per un non niente, se vi urla contro tutto il suo "odio", se dice che non ce la fa piu', non lo fa per far del male a voi, ma per farvi capire quanto sta male e per chiedere aiuto.

ma il consiglio piu' importante che mi sento di dare e' di stare accanto sempre e comunque e scuotere queste persone, anche quando non vorreste far altro che sbattere la loro testa contro il muro e poi mandarle a fanculo e uscire dalla porta e non rientrarci piu'. perche' quella che vi stanno mostrando e' la loro malattia, non la loro anima.

e vi assicuro che scavando scavando l'anima, quella bella, la troverete di sicuro.

saluti terremotati
Mirko


Si Mirko e' propio cosi' ai colto in pieno le parole.......te lo dico io che mi sono curata per questa bestia per ben 14 lunghi anni e davvero , ma davvero non la augurerei nemmeno al mio peggior nemico. Difficile per chi ne soffre ma altrettanto difficile per chi ci sta' accanto, io per quanto mi riguarda sono stata fortunata ho trovato in mio marito un grande alleato contro la malattia
ed a volte penso che se ora sto quasi bene molto e' anche grazie a lui che mi ha saputa aiutare con tanto tanto amore.
Ti cerco..
in un soffio di vento.. ti cerco in un raggio di sole...
nella fredda nebbia mattutina, nel buio della notte ed anche nei miei sogni..
ma poi so dove trovarti...
nel mio cuore..
PER TE BABBO....


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