Jersey,
però secondo me è indubbio che la famiglia sia la prima comunità verso la quale il bimbo si rapporta.
Una comunità fatta solo di adulti, di genitori che quindi danno regole, non è la stessa cosa che far parte di una comunità dove ci si può coalizzare, si può capire cosa voglia dire con-dividere, lottare per difendere le proprie cose e le proprie idee, i propri diritti ecc ecc.
ne voglio un altro!
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fra&ma&so wrote:Non capisco come tu possa considerarlo un punto a favore l'essere in difficoltà nel condividere la vita con altre persone.
Che poi non è detto,eh, tanto dipende anche dal carattere, dal fatto che i genitori aiutino o no la socializzazione del figlio...
Anche se comunque con tutta la socializzazione che vuoi, sport, oratorio, scout e chi più ne ha più ne metta, comunque il bimbo (ragazzo, crescendo) potrà sempre rifugiarsi nel suo cantuccio a casa ed essere da solo, mentre chi ha un fratello o sorella questo non lo può fare.
Io lo vedo, tra le altre cose, come un modo per non aver bisogno degli altri, per sentirsi "al di fuori" dei gruppi e sentirsi "diversi" e per questo "migliori".
Certo che queste cose in base a chi le prova possono essere belle o brutte, questo lo capisco. Per me però sono state un gran punto a favore. Non mi è mai piaciuto "mischiarmi" molto, né a scuola né altro, ho evitato spesso gli sport di gruppo, i miei coetanei (che ritenevo poco maturi, perché abituata a confrontarmi molto con adulti)... non mi è mai piaciuto con-dividere con chi non volevo, ma solo con chi sceglievo, non ho mai avuto necessità di fare il contrario. Forse ci vuole un carattere un po' particolare, non so, però molto di quello che sono so di doverlo al fatto che sono stata figlia unica, e nipote unica da una parte di famiglia.


"Mi viene in mente solo un'espressione leggendoti: pacha mama ossia madre terra in lingua quechua" - Marylizard

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Sheireh wrote:Io lo vedo, tra le altre cose, come un modo per non aver bisogno degli altri, per sentirsi "al di fuori" dei gruppi e sentirsi "diversi" e per questo "migliori".
Certo che queste cose in base a chi le prova possono essere belle o brutte, questo lo capisco. Per me però sono state un gran punto a favore. Non mi è mai piaciuto "mischiarmi" molto, né a scuola né altro, ho evitato spesso gli sport di gruppo, i miei coetanei (che ritenevo poco maturi, perché abituata a confrontarmi molto con adulti)... non mi è mai piaciuto con-dividere con chi non volevo, ma solo con chi sceglievo, non ho mai avuto necessità di fare il contrario. Forse ci vuole un carattere un po' particolare, non so, però molto di quello che sono so di doverlo al fatto che sono stata figlia unica, e nipote unica da una parte di famiglia.
Siamo proprio diverse... Io invece avrei voluto mischiarmi, ma non sapevo come fare.
Ero una ciofeca negli sport di gruppo e mi sentio in colpa ogni volta che a pallavolo predeva la mia squadra. Infatti ho adorato lo sci e l'equitazione.
Sei bella quando sorridi
quell'aria che puoi fare tutto quando lo decidi
Matilde 13/07/2004
Sofia 27/11/2006
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