francy79 wrote:Tempo fa sono andata dal mio medico curante per i miei attacchi di panico e lui mi disse di fare una consulenza con uno psicologo tramite ricetta.
Nel frattempo,aspettando la prenotazione che era fissata per il 26 maggio,ho preso un'altra decisione,cancello la visita..
Così ho fatto.
Perchè?
Perchè i miei problemi sono tanti e forse inguaribili o comunque non visibili in un'unica seduta.
Perchè mio marito lavora per tirare avanti la barca e dalla prossima settimana farà due giorni di primo,due di secondo,due di terzo turno e non posso permettermi di dire accompagnami,quando so che non è una situazione risolvibile in un'ora di colloquio...
Ho eliminato le gocce che mi aveva prescritto,perchè invece di farmi bene,mi facevano male di più.
Io ho ansie,dubbi,paure,ricordi che nessun dottore cancellerà mai.
Vorrei solo trovare il significato della parola calma,quella sarebbe l'unica medicina adatta a me.
Io non la conosco,non so cosa sia la tranquillità.
Mi agito se mio figlio ha 37,5 di temperatura,mi agito se dobbiamo andare a qualche ricevimento(dico che stress per il bimbo,lui non è abituato...),ma lo stress è solo mio,perchè sono gelosa,se lo prendono in braccio,se lo baciano,se lo prendono e lo portano lontano da me....
Ho rabbia dentro me.
Rabbia verso chi mi ha usata solo per sostituirsi a me,ad una mamma..
Vorrei proteggerlo da tutto e da tutti ma non posso e non devo.
Vivo in un perenne stato di agitazione,di ricerca di un'altra identità.
Il nuovo pediatra mi disse"perchè è ansiosa,è figlia unica?""le consiglio di frequentare amici,la chiesa..."
vorrei cambiarlo,come si è permesso di dire certe cose...
Ma dico si vede tanto,dò forse fastidio?
Se ferisco,ferisco me stessa...se faccio male,faccio male me stessa...
non do fastidio a nessuno..
Potrei solo trasmettere la mia ansia al bimbo,quella che potrebbe essere protezione per me è vista blocco e paura per lui.
Solo questo ed infatti sto lavorando su questo.
Non mi faccio vedere più nervosa,agitata,che piango...ma dentro me so io che ci sta.
Mi basterebbe solo dire "da oggi tutto quello che la gente penserà o dira di me o di altro a me non interesserà più nulla io sono così e mi piaccio".
Ogni giorno sarebbe arcobaleno se solo tornassi a sorridere...
P.S.
Grazie Kia come vedi avevo interpretato male tutto,sono io che non vado bene non le persone che mi circondano,ogni ombra sembra muro per me altissimo.
Grazie perchè mi hai incoraggiata a non andar via dal forum ma a parlare.
Non so se mi aiuterà,io lo spero.
Il mio obiettivo non è quello di diventare la numero uno in tutto,ma di essere fiera di me anche negli sbagli.Di essere orgogliosa degli sbagli perchè s'impara e non di farmene sempre una colpa di tutto..anche se ho dimenticato il cappellino e fuori tira vento,il raffreddore è colpa mia sono una mamma egoista.
Anche se ora lui è nel box e mi chiama mamma perchè vorrebbe me ed io da egoista sono qui a scrivere di me e di quanto mi faccio schifo.
Ci sono giorni che vorrei dimenticarmi di essere...
N
non so da dove cominciare perché la tua storia richiama alla mente quella che non sono più. Ecco comincio da qui. Non arrenderti ai tuoi problemi.
Sicuramente hai vissuto situazioni che ti hanno portata a non avere stima di te stessa, a giudicarti in modo negativo, a non valorizzare la tua forza, il tuo valore.
Non sono psicologa e quindi non mi permetto di dignosticarti o di interpretarti, ti parlo come ho parlato a me stessa per dieci anni.
I tuoi problemi, il panico, l'ansia, hanno un significato. Sei certa che non ci sia qualcosa in te che hai represso e che ora ti sta gridando, nell'unico modo che non puoi ignorare, il malessere psicologico, di ascoltarlo, di farlo uscire?
Cosa succede quando viene il panico? ti sei mai chiesta a cosa ti serve? hai provato a dare un senso, un significato a ciò che ti succede?
Credo che tu abbia bisogno di fare un percorso personale che ti conduca se non alla causa dei tuoi problemi alla loro comprensione e soprattutto alla loro accettazione.
Temi il giudizio degli altri, temi di non essere all'altezza, però sei tu che ti giudichi e ti condanni no? Il senso di colpa è l'esternazione del giudizio severo che ci diamo. E se invece provassi ad accettare certi tuoi lati? e se provassi a fidarti di te stessa e di ciò che provi? e se cominciassi a volerti bene?
Ti do degli spunti, sotto forma di domande, perché a me sono serviti. Io però ho fatto un percorso psicoterapico abbastanza lungo e per questo mi sento di dirti di provarci. Perché per cominciare non scrivi alla psicoterapeuta del sito, parlale di te come hai fatto con noi, magari lei saprà indicarti un percorso.
Quando stiamo male vediamo la realtà distorta. Anzi, sai cosa ti dico?, attribuiamo più importanza alle nostre fantasie, che per lo più ci fanno stare male, e non guardiamo invece alla realtà delle cose, a ciò che ogni giorno facciamo di bello, di positivo, di gratificante. Per questo ti senti sbagliata, perché cerchi sempre qualcos' altro, cerchi di essere diversa. Invece di accettare te stessa, di volerti bene anche nei tuoi difetti, nei tuoi lati negativi, nei tuoi lati di ombra. Forse cerchi una perfezione che non esiste in natura. Forse cerchi l'approvazione che ti è mancata, il riconoscimento esterno del tuo valore. Parti da te. Smetti di giudicarti e comincia a guardarti, ad ascoltarti, a volerti bene, ad approvarti, ad avere fiducia in te stessa.
Accetta l'aiuto di chi può dartelo senza sentirti menomata e senza sentirti giudicata per le tue debolezze.
Resta insieme a noi perché potrai confrontarti come persona, come donna, come madre e dare un prezioso contributo, come hai fatto oggi, guardati anche attraverso i nostri occhi che, anche se sono virtuali, ci vedono bene e soprattutto sono occhi obiettivi.
Ci sono tante cose che vorrei dirti ma ne avremo il tempo, ne sono certa.
Per ora ti abbraccio.


