come seguire i figli a scuola.

Parliamo dei nostri bambini dai 6 a 12 anni

Moderator: laste

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Pandina
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Post by Pandina »

lenina wrote:la mia preoccupazione è che per forza di cose farà i compiti anche di la. :occhiodibue:

Ieri l'ho detto a mia suocera che lei fa tanti complimenti a sua sorella che li segue tanto, e ha seguito tanto france ma che visti i risultati non mi sembra che sia valsa tanto la pena (io zitta non ci sto ma ci vogliamo bene lo stesso o forse anche per questo).
Fai bene a dire quel che pensi. La madre sei tu e alla fin fine si deve fare come vuoi tu.
Sono certa che troverai il modo per far sì che le cose funzionino come vorresti.
Io ricordo che i miei non hanno mai saputo cosa stessi studiando, già a partire dalle medie. Ricordo di averli disturbati solo in rare occasioni, tipo per farmi chiedere la tavola pitagorica degli elementi.
Ma lo studio e i compiti me li sono sempre gestiti da sola. Mi piaceva sentirmi autonoma in questo.
C'è anche da dire che sono sempre andata bene a scuola, quindi poi magari con un figlio che invece fa fatica potrei capitolare pure io, che ne so? Ma di base penso che quando Alice inizierà le elementari cercherò di seguirla un pochino all'inizio per aiutarla nella gestione di ciò che porta a casa, ma vorrei che piano piano i miei interventi diventassero sempre più limitati ad una sorveglianza discreta e non invasiva.
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lenina
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Post by lenina »

ma sul seguire sono d'accordo.
Però lo vedrei più come guida che come costrizione.
Sono dell'idea che se uno proprio non ha voglia o non è portato (capita) servano a poco tutti i metodi, ma la costrizione mi sembra peggio.
con mio fratello hanno provato tutto dal'aiuto ai consigli alla costrizione ma a lui non è mai fregato nulla.
Lo tenevano in casa a studiare e lui stava ore a guardare il libro senza fare nulla.
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)

http://franceefamiglia.com/



Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010



“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
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Post by Pandina »

lenina wrote:ma sul seguire sono d'accordo.
Però lo vedrei più come guida che come costrizione.
Sono dell'idea che se uno proprio non ha voglia o non è portato (capita) servano a poco tutti i metodi, ma la costrizione mi sembra peggio.
Sì, la costrizione non va bene. Perché alla fine il ragazzo finisce per odiare ancora di più ciò che deve fare.
Il non avere voglia e il non essere portati ci sta tutto.

Mio fratello (il secondogenito, noi siamo in quattro figli e io sono la maggiore) non sembrava portato o comunque non aveva voglia. Non gli importava molto della scuola. Era uno dei classici tipi cui bastava la sufficienza per esser promosso. NOn gl'importava nulla dei bei voti eccetera.
Mia mamma l'ha seguito l'indispensabile per appunto farlo promuovere senza arrancare troppo, ma nulla più.
Ha finito le medie ed ha fatto un anno di liceo, subito bocciato.
È passato alla scuola commerciale di tre anni e poi è andato a lavorare in banca.
Ha testato un po' il mondo del lavoro ed ha capito l'andazzo.
Si è fatto un anno di maturità professionale e poi si è iscritto ad un corso parauniversitario che gli desse un titolo ben più alto.
E lì ha studiato con impegno perché motivato.
In pratica dopo aver capito che il mondo del lavoro è duro è tornato a studiare con maggiore impegno.
Per finire è diventato un consulente bancario ed è felice di aver proseguito gli studi per propria scelta.
Alla fin fine se manca la motivazione nessun metodo può funzionare, anzi, la costrizione rischia di innescare un atteggiamento di ripicca ancora peggiore.
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