è un discorso complesso e una storia molto brutta. Mia mamma la vedo ogni 2-3 mesi e la sento al telefono. Un giorno ti spiegherò, magari in pvtmandiele wrote:ciao Veronica ho letto la tua storia d'amore! complimenti!
ho òetto che non hai nessun rapporto con la tua famiglia, ma qualche volta nn ti manca tua madre???
una storia italo-maghrebina
Moderator: Paola
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ilfo
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L'avvocato del diavolo...
Ora io non vorrei fare la parte dell'avvocato del Diavolo, ma in tutto ciò c'è qualcosa che non quadra, un elemento mi suonava non convincente.
Nel caso specifico la famiglia è unita e le differenze culturali e religiose sono un valore aggiunto, e questo credimi mi fa felice per te e per il vostro bambino. Ma c'è una ragione fondamentale per cui questo è possibile. Purtroppo.
Tu ti sei definita atea. Questa è la chiave di volta.
Vedi perchè se tu avessi una qualsiasi altra fede, le cose non sarebbero così fiorite, sempre purtroppo. Ad esempio se tu fossi cattolica, ma cattolica per davvero e non per convenzione, vorresti ad esempio battezzare tuo figlio. Prova a chiedere a tuo marito mussulmano di battezzare vostro figlio in Chiesa...così sai, per dare al bambino doppia chance. E prova a dirlo anche a tuo suocero e al resto della famiglia. Le cose cambierebbero, purtroppo.
Io sono cresciuta in una famiglia religiosamnete divisa e ciò che era buono per un genitore non lo era per l'altro. Quando la religione è una cosa sentita è un elemento di divisione, se non è condivisa. Bisogna farsene una ragione. Può essere un valore aggiunto se si è buoni amici o anche parenti, ma se si vive sotto lo stesso tetto no.
Immagina quando arriva Natale, che per uno dei due genitori è la festa della famiglia e della nascita del Signore. Per l'altro è una mistificazione e una falsità. E poi arriva il momento in cui i figli devono farele proprie scelte.
Ripeto, sono molto felice per voi, ma non è un esempio di come superare le differenze religiose, ma solo ambientali e culturali che, nel caso di tuo marito, sono molto legate fra loro.
Nel caso specifico la famiglia è unita e le differenze culturali e religiose sono un valore aggiunto, e questo credimi mi fa felice per te e per il vostro bambino. Ma c'è una ragione fondamentale per cui questo è possibile. Purtroppo.
Tu ti sei definita atea. Questa è la chiave di volta.
Vedi perchè se tu avessi una qualsiasi altra fede, le cose non sarebbero così fiorite, sempre purtroppo. Ad esempio se tu fossi cattolica, ma cattolica per davvero e non per convenzione, vorresti ad esempio battezzare tuo figlio. Prova a chiedere a tuo marito mussulmano di battezzare vostro figlio in Chiesa...così sai, per dare al bambino doppia chance. E prova a dirlo anche a tuo suocero e al resto della famiglia. Le cose cambierebbero, purtroppo.
Io sono cresciuta in una famiglia religiosamnete divisa e ciò che era buono per un genitore non lo era per l'altro. Quando la religione è una cosa sentita è un elemento di divisione, se non è condivisa. Bisogna farsene una ragione. Può essere un valore aggiunto se si è buoni amici o anche parenti, ma se si vive sotto lo stesso tetto no.
Immagina quando arriva Natale, che per uno dei due genitori è la festa della famiglia e della nascita del Signore. Per l'altro è una mistificazione e una falsità. E poi arriva il momento in cui i figli devono farele proprie scelte.
Ripeto, sono molto felice per voi, ma non è un esempio di come superare le differenze religiose, ma solo ambientali e culturali che, nel caso di tuo marito, sono molto legate fra loro.

