Simo,Simo72 wrote:ecco io era meglio che non entravo in questo post
ora mi sento una merda, mio figlio di mesi ne ha 38, non sa parlare, non mette assieme piu' di due parole e non distingue i colori....Forse e' meglio che cominci a preoccuparmi, fino ad ora mi hanno detto che era normale, ma mi sa tanto che rispetto ai vostri e' veramenti indietro poverino
non posso che quotare mille volte Chiaretta e soprattutto quest'ultima frase
chiaretta_1974 wrote:ma guarda, i colori lorenzo li ha iniziati ad imparare a 36, ha balbettato dai 24 ai 36 in modo tale da risultare incomprensibile, faceva righe sui foogli quando i coetanei disegnavano già la figura umana. non solo, usava solo il colore nero, e se avesso dovuto seguire le teorie del senso comune mi sarei disperata di avere un figlio pure depresso. Ma i bambini vanno guardati nella loro globalità, e non a fette.
Come sai, anche con Lucas mi sono preoccupata: a 3 anni parlava poco e male (e soprattutto, quello che più mi preoccupava, a volte sembrava non capire), aveva quelle crisi di rabbia/frustrazione -ripetute e quotidiane- che erano ingestibili e rendevano la vita pessima per tutti, i colori li ha imparati l'anno scorso, a contare fino a 10 sistematicamente ci è arrivato da poco, e ha una memoria che definire pessima è un complimento (è da Pasqua che cerca di imparare la canzoncina di Lady Oscar, e c'è (quasi) riuscito settimana scorsa; i nomi dei bambini se li ricorda una volta si e quattro no, pure il suo miglior amico di sempre a volte lo chiama con nomi che non c'entrano niente, ecc...).
Eppure... è un bambino sensibile, attento agli altri, socievole, onesto, tenerissimo, con una buona fantasia, capace di concentrazione, preciso, e negli ultimi mesi ho visto un miglioramento anche nelle cose che per lui fin'ora erano più difficili rispetto alla media.
Certo, l'ingresso a scuola mi preoccupa un po', ma i miglioramenti dell'ultimo anno mi rendono più ottimista, e tra un anno ancora forse sarà davvero pronto anche lui... (quello che mi preoccupa di più a questo punto è che gli capitino insegnanti non in grado di gestirne la sensibilità e le particolarità).
A suo tempo, la pediatra non mi poteva essere di grande aiuto perché L. iniziava ad avere crisi isteriche appena ci avvicinavamo alla piazza dell'ambulatorio, quindi l'unica cosa che poteva osservare lei era un bambino che strillava a mille e cercava di divincolarsi e scappare, però mi avevano molto rassicurato le educatrici del nido (in cui avevo grande fiducia e che erano affiancate da neuropsicologo e pediatra che ogni tanto andavano a fare "osservazioni nascoste" dei bambini), e successivamente le insegnanti dell'asilo.
Se sei preoccupata non restare con il pensiero, chiedi a qualcuno,
però resta tranquilla di base, Enea è piccolissimo, e ogni bimbo matura secondo un proprio percorso personale
(e - lo so che è difficilissimo - non fare confronti con Dami; per noi parte del -mio- problema forse è stato anche quello)
un bacio
