Compiti a casa!!!

Parliamo dei nostri bambini dai 6 a 12 anni

Moderator: laste

nene70
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Post by nene70 »

ma tu riesci a farti ascoltare da Irene,quando le spieghi?
no,perchè la mia si incazza e si incazzava proprio se la spiegazione differiva da quella della maestra,cosa che nn poteva essere diversa,dato che è impossibile spiegare allo stesso modo...

sinceramente adesso bea è autonoma, difficilemente nn è in grado di svolgere i compiti ...pero' all'inizio era così..
è chiaro che dovrebbe aver capito in classe ma io ho visto che in classe non aveva capito e aveva fatto un po' a caso, in alcuni esercizi, e non credo proprio sia sbagliato farle capire come deve essere svolto l'esercizio. Poi le righe potevano essere un po' storte e non perfette, ma il senso almeno doveva capirlo.

non so,cos..
se lei nn ha capito,dal mio punto di vista deve essere la maestra a rispiegarle che nn è così che doveva fare e farle rivedere il metodo..

ma fanno di nuovo le stanghette?sai che bea invece nn le ha mai fatte?hanno usato un metodo,in pratica, di copiatura delle parole,per imparare a leggere e a scrivere..
io ricordavo ancora appunto aste e cerchi :lol:
e a dicembre sapevano leggere e scrivere,a grandi linee ovviamente...
La vita si restringe o si espande in proporzione al coraggio di ognuno.
Anais Nin
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lenina
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Post by lenina »

moon373 wrote:Dunque..........da insegnante posso dire che la collaborazione genitoriale è FONDAMENTALE!
Da parte dei genitori non si richiede però la spiegazionedi un compito non capito: laddove c'è una difficoltà è importante che lo si venga segnalato alla maestra.
Spiegare il compito ad un figlio è sicuramente controproducente: la mamma potrebbe impostarlo in modo diverso, creando solo più confusione!
Però laddove c'è chiarezza il compito assegnato a casa è un dovere che il bambino (piano, piano) deve imparare a rispettare!
Ai genitori dei miei alunni che sono venuti a chiedermi consigli su come "convincere" i loro figli ad eseguire i compiti a casa ho sempre risposto che non serviva a nulla obbligarli: sarei stata io a rimproverare la mancanza, sperando che così il bambino gradualmente avrebbe capito che il compito a casa va sempre fatto!
ecco è quello che penso io.
Non obbligare un bambino o non rispiegare l'argomento non compreso non è mancanza di collaborazione genitoriale.
Anzi la collaborazione passa anche di li, sicuramente il bambino va seguito e incoraggiato dai genitori che devono tenersi in contatto con le maestre.
Vedo questo stile consigliato e incoraggiato alla scuola della bimba che guardo e sento che le mamme dicono che funziona.
Capita che i bimbi vadano a scuola con i compiti non terminati o a volta anche non corretti, in questi casi la mamma comunica alla maestra che il figlio non ha compreso bene un argomento o che semplicemente non voleva farli e poi la maestra prendere i provvedimenti in merito.
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)

http://franceefamiglia.com/



Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010



“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
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Lelia
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Post by Lelia »

Vi leggo con interesse.
Io ho fatto una scuola elementare a tempo pieno (40 ore settimanali) quindi in compiti c'erano solo il fine settimana, e mai troppi a dire il vero. Premetto che era una scuola (pubblica) a indirizzo pestalozziano/montessoriano e questo può avere avuto un suo peso. Che io ricordi, mia madre non mi ha mai riguardato i compiti. Quando si tornava il lunedì, si alzava la mano in classe e si diceva "io non ho capito questo, possiamo ripeterlo?" e la maestra ripartiva da lì. Questo fin dalla prima. Lo facevamo tutti, senza problemi. Le maestre davano molto rilievo al fatto che i bambini dovessero essere responsabilizzati e imparare a dire da soli cosa non avevano capito o cosa restava loro difficile. In questo senso, la collaborazione dei genitori era molto sconsigliata.
I'm selfish, impatient and a little insecure.
I make mistakes, I am out of control and at times hard to handle.
But if you can't handle me at my worst, then you sure as hell don't deserve me at my best.
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