Il luogo del pensiero, dell'approfondimento, della discussione; società, politica, religione e tanto altro su cui riflettere, un occhio critico sul mondo che ci circonda.
Laura, il paragone non calza perché, lo ripeto, il ragionamento di Pupa partiva dal concetto "i razzisti sono quasi sempre cattolici" e non "i cattolici sono quasi sempre razzisti". Quindi sarebbe un po' la stessa cosa [ma nemmeno, perché il razzismo che si appiglia a caratteristiche innate come l'appartenenza a un ceppo etnico è diverso, forse un po' più grave, di quello verso caratteristiche apprese come la religione o la politica] se si dicesse "Bono 'sto fumo, da chi lo prendi? Da un tunisino?", e non: "Guarda, un tunisino in coda alla posta! Chiediamogli se ha il fumo".
Inoltre Pupa evidenziava una frequente contraddizione, tra cattolico, cioè in teoria filantropo e poco incline al giudizio, insomma "brava persona", e razzista. Che conteneva semmai una valutazione positiva verso il cattolicesimo, che propugna l'uguaglianza tra tutti gli uomini, e una valutazione negativa verso chi si ammanta di una tale regola morale e poi vive in tutt'altro modo.
Al contrario di quanto detto ieri, non ricordo da chi, non si critica l'intera categoria attraverso il caso particolare, ma si condanna il caso particolare in virtù della [frequente] non conformità alle regole [buone] della categoria.
Ho mille libri sotto il letto, non leggo più. Ho mille sogni nel cassetto, non lo apro più.
G. Togni