marte71 wrote:c'è l'idea dell'amore. c'è la speranza che quest'uomo si svegli una mattina e possa essere diverso; che si possa tenere unita la famiglia. che quando ci sono figli, è l'unica cosa che vorremmo sempre nel profondo del cuore.
Su questo mi limito a quotare Allibita, che ti ha già risposto a mio parere molto bene.
Un mio amico, in modo volutamente provocatorio e molto forte, diceva "la speranza si addice ai moribondi, finché hai forza e vita ti si addice qualcosa di più attivo". Quando si tratta della mia vita, di qualcosa che posso cambiare io, sperare non mi basta. Di certo non mi basta per la vita di coppia. Ed è vero che non ho figli, ma porto avanti una relazione da 8 anni, di cui quasi 7 di convivenza. E se mi fossi limitata a sperare, sarebbe finita circa 4 anni fa.
marte71 wrote:è una cosa normalissima.
ce l'ho io a 41 anni, figurarsi lei a 28, con un figlio da crescere.
è un percorso lungo e faticoso anche l'accettazione del cambiamento.
La paura è normale, sono d'accordo. Abbandonarsi alla paura, mentre ci si limita a sperare, come spiegato sopra non fa per me.
E penso che, se una persona cerca un confronto, non sia solo per sentirsi dire "capisco la paura, continua a sperare".
Senza polemica eh, solo io non sono capace di dare questo tipo di contributo.