marte71 wrote:dissento fortemente. sono due cose distinte. per me la qualità ha la priorità assoluta. la quantità può esserci a tratti, nel we, nelle vacanze per esempio, ma può mancare anche per lungo tempo, l'importante è che ci sia la qualità. il contrario non lo si può certo dire. o quantomeno per me non funziona.
Ho un'idea abbastanza presuntuosa del mio essere madre.
Mi sento, tutto sommato, una buona madre.
Proprio perche' mi sento tale credo che piu' tempo starei con loro meglio sarebbe per loro, ma, soprattutto, meglio sarebbe per me.
Tuttavia non essendo possibile, per ragioni anche di ambizioni/realizzazioni legate al mio essere donna lavoratrice, trovo i miei compromessi.
Quando ho conosciuto 5 anni fa Cosetta l'ho guardata con sospetto.
Dopo 5 anni le accordo quella solidarieta' di cui prima.
Perche' la sento terribilmente affine a me di testa.
Lei ha scelto di stare con i suoi figli e posso cogliere la rinuncia di fare (di aver fatto) altro (questo intendo per solidarieta').
Io ho scelto di lavorare e di affidare i miei figli ad altri e so bene che lei coglie la mia rinuncia ad esser (stata) madre a tempo pieno.
Si tratta di cogliere il senso della rinuncia altrui, piuttosto che mettersi sempre a sindacarne la scelta.
