se non prende bravo ci resto male

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cipolla
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Post by cipolla »

[
QUOTE=Nat;2409679]ammetto che ho difficoltà a dialogare con te, parli per concetti astratti e idee generali,
io invece sono una donna un pò terra terra e l'unica illuminazione che aveva la ma maestra era il neon sopra la cattedra...
io non ho mai affermato che non è possibile imparare le cose (anche se non ci piacciono) senza essere costretti
ci si perde un pò nelle botte e risposte ma se leggi il mio primo intervento
questo:
capirai che non stiamo dicendo cose così differenti "alla base" (forse eh! non ho capito poi come tu ti comporti all'atto pratico con tuo figlio)
avere aspettative e riporre fiducia nelle capacità del figlio vanno a braccetto. (secondo me)
molti mi dicono che vivo in un mio mondo un po' astratto e spesso non riesco a farmi capire ,ma sono sempre pronta a confrontarmi ed ascoltare ogni punto di vista e per questo mi è piaciuto leggerti....sicuramente gli opposti si attraggono....credo che alla base diciamo cose molto differenti,ma non basterebbe un post per spiegarci...al prossimo "scontro" con sincera simpatia...
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cipolla
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Post by cipolla »

zizzia wrote:questo gioco va benissimo per far comprendere al bambino che cosa sono le tabelline in che modo funzionano, ma poi in classe la maestra le chiede a memoria non lancia in mezzo ai banchi la palla.

comunque qui secondo me occorre distinguere tra le pretese e le aspettative,
negli anni ad esempio le mie pretese nei confronti di mia figlia sono decisamente scese,
mi riconosco nelle ansie di kida io sono una che pretende molto,
anch'io ho avuto le stesse sue preoccupazioni sull'operato di mia figlia in classe, non capivo perchè non terminasse i suoi lavori, non capivo perchè poi in casa avesse difficoltà nel fare i compiti, non capivo se era torda, semplicemente svogliata, non capivo se la "colpa" era sua, o degli insegnanti.
poi piano piano le mie pretese sono scese e negli anni sono arrivate (anzi ancora no ma ci siamo quasi) a quelle che sono le effettive capacità di mia figlia che con il passare del tempo chiaramente aumentano.

Le aspettative però sono rimaste invariate, mi aspetto che lei crescendo faccia sempre meglio, mi aspetto che faccia i compiti tutti i santi giorni (per me sono un dovere, un imperativo categorico si deve perchè si deve), mi aspetto perchè no che un giorno mi sorprenda (vabbè sì lo so a volte mi capita di sognare! ahahahaha)
bè se giocando le impari,poi le sai anche a memoria....scusa,ma mi sembra ovvio e poi è bellissimo pensare che alcune maestre lo fanno....
Teresa
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Post by Teresa »

ho letto tutto e compro e faccio mio il ragionamento di lauradani.

Ho letto anche cipolla e resto un po' perplessa onestamente.
Io non capisco che esigenza ci sia di far passare tutto per gioco, quando gioco non e'.

Le tabelline.
Si imparano punto.
Il grande godimento non e' nell' impararle, il grande godimento sara' raccogliere il frutto quando si troverà nella vita reale a moltiplicare delle cose e le verrà automatico.

Forse il mio e' un po' leopardiano come ragionamento, ma far passare tutto per gioco, per divertimento, un po' mi spaventa.

Mi piace l'idea che mia figlia "lavori" (con un lavoro a misura ovviamente delle sue capacità) e che provi piacere nel gioco DOPO aver lavorato.

Fai i compiti, impara le tabelline e poi divertiti.

C'e' un tempo per tutto.
Insomma e' chiaro: se le cose possono apprendersi senza sacrificio,meglio. Forse.
ma tutto questo vantaggio nel renderlo un gioco faccio fatica a coglierlo.

Anche perche' si sta chiedendo loro di fare uno SFORZO per essere ordinati e adempienti nei confronti di compiti fatti a misura del loro tempo e della loro testa.

Non mi sembra tutta sta tortura.
Carla 4/12/03
Mena 2/05/06

"Abbiamo messo i bambini in compezione tra loro senza dargli alcuna forza interiore. Abbiamo arricciato i loro capelli e distorto le loro menti. Li abbiamo educati, ma non abbiamo dato loro saggezza."
Tonkahaska
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