Vorrei precisare:
-non e' il cattolicesimo a dare libertà. Di culto o non culto. E' la Costituzione.
- il riferimento ai paesi islamici e' tanto assurdo quanto lo sarebbe se, invece che di culto, si parlasse di divorzio o di parità di genere.
- chi ha detto che sono atea?
- il lavoretto che ho postato non e' scandaloso ma dimostra inequivocabilmente qual e' il taglio dell'irc (non etico bensì confessionale)
Quando l'alternativa è meglio :)
Moderator: laste
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Trilli
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alemia
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Re: Quando l'alternativa è meglio :)
ripeto, a trovarli insegnanti che fanno catechismo a scuola, sai di pomeriggi al catechismo che mi risparmierei per i miei bimbi ahahhaha
evidentemente le indicazioni sono altre, se è previsto di fare due cose diverse a scuola e al catechismo.
trilli ma tu che sei vice preside per le insegnanti che "esagerano" non puoi fare dei richiami?
evidentemente le indicazioni sono altre, se è previsto di fare due cose diverse a scuola e al catechismo.
trilli ma tu che sei vice preside per le insegnanti che "esagerano" non puoi fare dei richiami?
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alemia
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Re: Quando l'alternativa è meglio :)
03 Differenze tra insegnamento e catechesi
In ragione di quanto sopra affermato, vale la pensa sottolineare le differenze tra insegnamento e catechesi.
Insegnamento: comporta la trasmissione di conoscenze documentate sulle fonti della religione cattolica, soprattutto la Bibbia, e sui documenti della Tradizione storica, culturale, artistica dell’Italia principalmente e dell’Europa. Non è attività catechistica, ma non è neppure nuda trasmissione di informazioni, perché è materia scolastica, che deve porre al centro la persona umana dell’alunno e il suo diritto-dovere di coltivare saperi e abilità e acquisire delle competenze. Perciò l’IRC deve corrispondere alle esigenze pedagogiche, didattiche e di organizzazione delle diverse discipline nel quadro del Piano dell’offerta formativa unitario e organico. Avviene in un luogo pubblico aperto a tutti. È destinato a qualsiasi alunno, indipendentemente dal credo religioso di appartenenza, che ne abbia espresso la scelta. L’orizzonte di riferimento è il conoscere, non il divenire credente o cattolico. È per l’alunno sviluppare nel dialogo la propria identità personale ed etica, non l’adeguamento al “fan tutti così” o peggio al “branco”. Interessa alla scuola e al docente che l’alunno non diventi vittima di ciò che l’ignoranza porta con sé in una società pluri-culturale, pluri-etnica e pluri-religiosa.
Catechesi: è attività propria della comunità credente e si svolge nell’ambito di un percorso di iniziazione alla fede, il cui luogo primario è (o dovrebbe essere) la famiglia. I percorsi della catechesi comprendono la preghiera comunitaria e si svolgono perciò in luoghi diversi dalla scuola pubblica, sia statale che di ispirazione cristiana, quali la parrocchia, l’oratorio detto anche patronato, il gruppo catechistico. Attraverso la testimonianza e l’annuncio di Cristo che salva qui e ora, la catechesi mira a sviluppare un cammino di fede all’interno della comunità cristiana. L’orizzonte di riferimento è il credere e il professare la fede cristiana..
In ragione di quanto sopra affermato, vale la pensa sottolineare le differenze tra insegnamento e catechesi.
Insegnamento: comporta la trasmissione di conoscenze documentate sulle fonti della religione cattolica, soprattutto la Bibbia, e sui documenti della Tradizione storica, culturale, artistica dell’Italia principalmente e dell’Europa. Non è attività catechistica, ma non è neppure nuda trasmissione di informazioni, perché è materia scolastica, che deve porre al centro la persona umana dell’alunno e il suo diritto-dovere di coltivare saperi e abilità e acquisire delle competenze. Perciò l’IRC deve corrispondere alle esigenze pedagogiche, didattiche e di organizzazione delle diverse discipline nel quadro del Piano dell’offerta formativa unitario e organico. Avviene in un luogo pubblico aperto a tutti. È destinato a qualsiasi alunno, indipendentemente dal credo religioso di appartenenza, che ne abbia espresso la scelta. L’orizzonte di riferimento è il conoscere, non il divenire credente o cattolico. È per l’alunno sviluppare nel dialogo la propria identità personale ed etica, non l’adeguamento al “fan tutti così” o peggio al “branco”. Interessa alla scuola e al docente che l’alunno non diventi vittima di ciò che l’ignoranza porta con sé in una società pluri-culturale, pluri-etnica e pluri-religiosa.
Catechesi: è attività propria della comunità credente e si svolge nell’ambito di un percorso di iniziazione alla fede, il cui luogo primario è (o dovrebbe essere) la famiglia. I percorsi della catechesi comprendono la preghiera comunitaria e si svolgono perciò in luoghi diversi dalla scuola pubblica, sia statale che di ispirazione cristiana, quali la parrocchia, l’oratorio detto anche patronato, il gruppo catechistico. Attraverso la testimonianza e l’annuncio di Cristo che salva qui e ora, la catechesi mira a sviluppare un cammino di fede all’interno della comunità cristiana. L’orizzonte di riferimento è il credere e il professare la fede cristiana..
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