Posted: Thu Mar 31, 2011 2:11 pm
Sull'ordine-disordine penso che le cose stiano in un'altro modo: chi è disordinato lo è perché se lo può permettere, dato che poi qualcuno sistema le cose al posto suo :cisssss:
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ti quoto. Ma non scherziamo, imporre ai bambini delle cose che non piacciono lo trovo non solo sbagliato ma proprio violento.Sheireh wrote:Ecco, io invece ho i brividi a questo pensiero, PUR non essendoci passata.
I miei genitori mi hanno SEMPRE lasciata libera di fare, sbagliare, scegliere, senza praticamente mai imporsi, nonostante fossi su alcune cose molto pesante da sopportare.
L'obbligo del mangiare qualcosa come ti è stato fatto per me è più di un incubo, è violenza, e assolutamente un calpestamento del diritto del bambino di avere una propria opinione.
Il fatto che tu non ti "sognavi di dire che schifo" (quindi fossi un soggetto passivo, non avendo possibilità di esprimere la tua opinione, pena - immagino - un qualche tipo di castigo) non ti fa rabbrividire al pensiero di come eri sottomessa e di come fossi succube? Vorresti davvero che anche i tuoi figli fossero così nei tuoi confronti?
anche a casa nostra non ci sono alternative ma non lo faccio con chissà quale intento educativo, lo faccio perchè so di cucinare cose solitamente gradite a tutti. Su certe cose le metto in tavola comunque, per esempio le zucchine che a Sveva a periodi piacciono e altri periodi no e lei decide, a volte niente, a volte ne assaggia un pezzo. Compensa la volta dopo mangiando più carote, chissenefrega.LauraDani wrote:mah
io neppure non mi sognavo di dire: "che schifo", benchè nessuno mi abbia mai obbligata a forza a mangiare qualcosa
ma mia madre cucinava la cena, ugale per tutti, e quello si mangiava
se a me facevano schifo i fagiolini (cosa nota) nessuno mi obbligava a mangiarli, e si prevedeva un'alternativa, ma se quella sera mi girava che non avevo voglia di mangiare che so, la pasta al sugo (che normalmente mi piaceva), pace e amen, erano affari miei
che saltavo la pasta ma non avevo alternative, passavo al secondo, e mangiavo meno degli altri dunque
non ci vedi nessun insegnamento positivo in questo?
io penso di avere imparato che ogni scelta ha una conseguenza
che non ci sono solo io, ma eravamo un gruppo di 5
che le mie esigenze ci sono, ma anche quelle degli altri 4 non erano meno importanti (tra cui le esigenze di mia madre, di non impazzire a servire 5 cene diverse)
che a volte bisogna venirsi incontro (a volte gli altri vengono incontro a te, quando non ti piacciono i fagiolini e ti preparano un'alternativa, a volte no, e tocca a te fare la "piega")
che non sempre si può mangiare quello che vorresti in quel momento
davvero, non vedo solo traumi...