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Perchè spesso quando si parla di bambini e rispetto verso gli adulti si intende che il bambino all'adulto deve dire "sì" e ubbidire e allora non sono d'accordo.
invece non accetterei da parte sua qualcosa che io non farei a lui, se vuole discutere una regola si può fare (quando ne avrà l'età) ed è giusto farlo, nessuna regola è fissa e indissolubile quasi.
Poi chiaramente il bimbo dipende dal genitore e mentre conquista la sua autonoma è il genitore a guidarlo.
Non è possibile non imporre nulla.
Ogni giorno imporremo ai nostri figli di alzarsi a una certa ora, di andare a scuola, di vestirsi in tempo per uscire, di lavarsi in modo da non uscire sporchi (finchè non ne capiscono da soli l'utilità)
Sono cose normali ma non gli manchiamo di rispetto facendole.
Il discorso punizione è relativo, le gratificazioni sono utili, la punizione deve essere dentro il comportamento.
Se non studi prendi un brutto voto è questa la punizione per non aver studiato.
Non vedo bene la punizione staccata dall'azione.
Lenina il rispetto ha un unico significato e in certe situazioni anche per il ruolo, genitore o insegnante, non è comunque un rapporto alla pari, non mi sembra giusto che tratti me o la maestra come se fosse a giocare con un amichetto, hai presente come si comportano e cosa si dicono tra bambini?
Sarà alla pari completamente quando saranno adulti (inteso come consapevolezza, come autonomia e responsabilità) non a caso esiste la maggiore età.
La punizione o privazione di qualcosa(del giocattolo o del film preferito) serve a rimarcare e far prendere meglio coscienza del gesto sbagliato che non sempre ha una conseguenza visibile. Non capisco la tua affermazione della punizione staccata dall'azione ?!
lunetta wrote:però io continuo a non capire questo thread, il motivo per il quale lo hai aperto.
sei partita da un'esperienza personale, quella dei tuoi nipoti (e anche la tua) e del rischio che, mi pare, corrono anche i tuoi figli a frequentare quella casa.
ma hai intenzione di fare qualcosa o no?.
dici che le minacce non servono, che le denunce idem, ma i tuoi figli continui a mandarceli?
No, non farò niente!!
Ho aperto il post per sapere se veniva ancora considerato un metodo educativo, da noi è la norma ed io farò la vigliacca ma non denuncierò nessuno!!
Ma credo che al lato pratico ben pochi lo farebbero anzi NON LO FANNO!!
Lella wrote:
La punizione o privazione di qualcosa(del giocattolo o del film preferito) serve a rimarcare e far prendere meglio coscienza del gesto sbagliato che non sempre ha una conseguenza visibile. Non capisco la tua affermazione della punizione staccata dall'azione ?!
Intendo il classico hai fatto questo quindi per una settimana non farai questo....
Il film negato subito dopo il fatto può starci (ripeto non amo le punizioni come idea ma può starci)
Il "non guarderai la televisione per un mese" o "fra 2 settimane non ti porto al mare" no.
L'eventuale punizione a mio parere ha senso se vicina nel tempo e possibilmente nello stesso ambito i cui c'è stata la mancanza.
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)
Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010
“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"