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Posted: Wed Nov 16, 2011 3:47 pm
by Agnese G. Pupa
Mirko, quindi tu previlegi il tecnico sperando che sia piu competente del politico?!
di per sè nn fa una piega, ma quando il "tecnico" è uno con le mani in pasta nella finanza io ci vedo poco poco poco di buono...

rilancio con la presentazione di questo libro:

< François Chesnais
Debiti illegittimi e Diritto all'insolvenza - Quando sono le banche a dettare le politiche pubbliche

La spesa pubblica per gli interessi sul debito rende possibile un enorme trasferimento di ricchezza verso banche e fondi finanziari di investimento, a scapito dei redditi da lavoro. Ma l’indebitamento dei governi è anche un’arma per accelerare la messa in pratica di misure di privatizzazione e precarizzazione tipiche del capitalismo liberalizzato, finanziarizzato e globalizzato.
Un documento dell’Fmi del novembre 2010 lo dice chiaramente: «le pressioni dei mercati potrebbero riuscire lì dove altri approcci hanno fallito». I terribili colpi inferti a lavoratori e a giovani in Grecia e in Portogallo confermano che questo avvertimento
va preso sul serio.
La «crisi del debito» degli Stati nasconde in modo sempre meno efficace una profonda crisi bancaria. I governi, che non hanno tassato patrimoni e capitali e che non hanno contrastato l’evasione verso i paradisi fiscali, si ritrovano oggi pesantemente indebitati nei confronti dei fondi di investimento stranieri, ma soprattutto nei confronti delle banche europee. Queste ultime hanno bilanci fragili. Hanno creato troppo credito rispetto ai depositi e ai fondi propri.
Nell’autunno del 2008 sono state salvate e oggi tornano a chiederlo una seconda volta. A fronte di questo, le politiche di rigore di bilancio e di riduzione dei salari richieste da Unione europea, Bce e Fmi fanno affondare l’Europa nella recessione.

Occorre dunque porre contestualmente due problemi: l’annullamento del debito pubblico e la trasformazione del sistema bancario, così da ripristinare un controllo sulla creazione di credito in funzione di priorità sociali e ambientali. >

su http://www.deriveapprodi.org

Posted: Wed Nov 16, 2011 3:49 pm
by Agnese G. Pupa
Mirko e i furetti wrote:quello non è passera?

il profumo che dici tu è alessandro, questo è francesco.

saluti confusi
Mirko
cit. < Forse sarà perché in tempi di grave crisi dell'economia, i due banchieri hanno capito che fare sistema diventava indispensabile. E non solo per tamponare l'ondata internazionale anti-banche. È un dato di fatto però che, da qualche mese, gli amministratori delegati di Intesa Sanpaolo e UniCredit, Corrado Passera e Alessandro Profumo, hanno avviato un dialogo costruttivo che ha portato già a realizzazioni concrete. Per il sistema bancario-finanziario italiano, è una novità. Perchè i due più celebri manager bancari d'Italia in passato hanno duellato a lungo. E non sempre in punta di fioretto. Ma da mesi la sfida pare essersi trasformata in collaborazione. Su più fronti.>

http://www.ilsole24ore.com

Posted: Wed Nov 16, 2011 3:54 pm
by Agnese G. Pupa
non ci si può fidare piu nemmeno del "il sole 24 ore"....

http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Profumo


http://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Profumo

però c'azzecca lo stesso con Unicredit ...
cit."Già membro del Consiglio di Amministrazione di Reply, di FIDIA S.p.A., Unicredit Private Bank, il 12 aprile 2011 è stato nominato membro del Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia. Svolge inoltre ruoli di Consigliere per Il Sole 24 Ore e di Pirelli"