troppi_gatti wrote:la mia "battaglia" contro le parole è molto probabilmente una lotta contro i mulini a vento, lo so.
però, vedi, c'è una bella differenza tra il chiamare l'amico gay "frocio" e riderne assieme a lui, o mettersi a fare due chiacchiere con degli sconosciuti o semplici conoscenti e parlare "dei froci".
perchè un conto è quando sai con chi stai parlando, sai come ti puoi comportare, cosa puoi dire, e che peso avranno le tue parole.
ho una collega con cui sono molto amica, della guinea, è nera come la notte (e bellissima aggiungerei!), e quando andiamo al parco lei si sdraia per terra, io spesso la prendo in giro dicendole "Aicha, la crema, se no ti abbronzi troppo!" e lei di rimando mi risponde "almeno non sono pallida morta come te!"
e ridiamo. bello.
ma se io, per farti un discorso sulle persone di colore, le definissi "negre" qui sul forum, prima o poi arriverebbe qualcuno a leggere la conversazione, e potrebbe pensare di trovarsi in un posto di razzisti.
allo stesso modo, le "parole stereotipo" sui bambini, sono molto usate nei libri di puericultura classica, e a mio avviso è un male grandissimo, perchè ad un genitore alle prime armi a cui viene detto e ripetuto mille volte che i bambini sono creature capricciose, alla fine ci crederà e purtroppo penserà che per questo sono da correggere.
non fa una piega, ma io intendevo a parole dal vivo. Ho sentito tanta gente imbarazzata perchè non sapeva con che termine definire un nero e ci pensva sempre su prima di dire "di colore" che secondo me aveva un effetto più negativo che dire negro con un tono normale.
probabilmente hai ragione tu, ormai bisogna stare attenti a quel che si dice e a come lo si dice.
Riguardo al "furbetto" ieri sera mia cognata non faceva che ripeterlo e ha cominciato a darmi sui nervi e le ho detto "no è sveglio!" ahahah seguo i tuoi insegnamenti


