sono d'accordo con Gabri, su questo.Gabry wrote:io non voglio assolutamente sminuire il vostro sentire, ci mancherebbe, sono sentimenti così personali che non entro nel merito, ma mi sorge il dubbio: sicure che non sia la normale reazione di chi si trova di fronte un carattere forte, difficile, sfaccettato e perché no, rompiscatole? E' molto più facile avere moti di tenerezza per un figlio docile, pacioso e per nulla problematico, più difficile riconoscere nel momento di rabbia dovuto allo scontro che sotto il nostro livore ci sia l'amore. Credo che l'amore non sia messo in discussione, si tratta solo di approcci più difficili e più facili.
Io ho figli diversissimi, apprezzo ora l'uno ora l'altro, mi stanno sulle scatole ora uno ora l'altro.
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Né vorrei darvi l'idea della mamma che li ama incondizionatamente e senza cedimenti: li amo, sì, ma sono pure un essere umano e ci sono volte che li appiccicherei al muro: non hanno mai mangiato, né dormito per dire. E pure io, se vanno a scuola e li rivedo dopo 8 ore sono molto più zen di quando me li cucco tutto il santo giorno.
Insomma, mi pare vi stiate flaggellando inutilmente, per una cosa che secondo me è normale.
Brufradaste, in particolare leggendo te ho pensato che la grande differenza d'età fra Daniele e Stefano possa incidere molto sul tuo stato d'animo. Ti ritrovi madre di un adolescente con tutte le problematiche del caso e mamma di un cucciolotto. Credo che molto facilmente l'ago della bilancia della tenerezza possa pendere dalla parte del piccolo.
In caso di poca differenza fra i figli, come nel caso di She la differenza è più sottile.
Ma in fondo, genericamente parlando, sono d'accordo che i meccanismi descritti da Gabry siano più o meno quelli.
Sottolineo anch'io che può essere utile riuscire a distinguere la tenerezza dall'amore.
Forse questo potrebbe aiutarvi a capire come passare più agevolmente durante la stessa giornata da un rapporto più carnale e 'di pancia', come può essere quello col figlio piccolo, al rapporto basato sull'interazione interpersonale con tutti i suoi momenti d'oro e i suoi 'scazzi', con un figlio già sentimentalmente 'svazzato', e passato dal piano della spontaneità a quello dell'impegno reciproco.
Credo che ogni madre avverta sensazioni come le vostre ed è solo una differente inclinazione caratteriale che permette di adattarsi più facilmente per alcune e meno per altre.
Per me anche una partecipazione consapevole di mio marito alla cura dei figli è stata sicuramente di grande aiuto. Quando alcune volte mi ha ricordato che anche Tartarugo è piccolo, di fare attenzione a non trattarlo troppo da grande mi ha fatto da specchio e mi ha aiutato. Come anche le tante volte che si è occupato di lui mentre io accudivo il piccolo.

