Si certo, ma intendevo la soggettività proprio su quella economica. Dipende anche dallo stile di vita o dal tenore che si vuole mantenere.madda77 wrote:Certo, e se posso aggiungo che la necessità può non essere solo strettamente "economica".
il mito della qualitÃ
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ma guarda che per me ti esprimi benissimo, e credo che le tue riflessioni siano molto chiare e condivisibili (se poi tu andassi a capo più spesso :ehehe: io farei meno fatica, ma perchè sono vecchia e mi si incrociano gli occhi! :bacio: )madda77 wrote:Io, più leggo, è più ho la sensazione di avere difficoltà a spiegare quale fosse il senso delle mie riflessioni.
...PER ME, riconoscere ed ammettere l'importanza della "quantità" non significa affatto auspicare a tenerli attaccati al proprio collo 24h al giorno, privarci di spazi "nostri" di autonomia (che possono andare anche al di là delle esigenze meramente lavorative) e, soprattutto, permettere che anche loro coltivino affetti e relazioni altrettanto importanti.
...è CON ME che passano troppo poco tempo durante il giorno
Invece, lo ribadisco, sono relativamente serena, come sereni sono i miei figli.
Ma questo non mi esime dal poter prendere atto, a mente lucida, del dato innegabile che QUI la quantità abbia di gran lunga ceduta il passo alla qualità, e che questo, SECONDO ME, finisce con incidere in qualche misura anche sulla qualità.
...è la mia realtà, il mio vissuto...ok scelto, voluto...ma che un minimo di riflessione me la comporta.
Ogni nostra azione, per quanto volontaria, implica delle riflessioni e prese di coscienza sulle conseguenze che comporta.
E' anche un modo per lavorare su di me...per ricordarmi le mie "priorità"....per capire meglio loro....
ma i nonni - che lui letteralmente adora - non sono "io" e questo è un dato di fatto.
Se fossimo figure completamente sovrapponibili ed interscambiabili, io ne farei altri 4 di figli...li impacchetterei per bene....e glieli farei trovare sotto l'albero di Natale dei suoceri.
Poi è ovvio che non si ragiona sui "se", ed ognuna assetta il proprio menage nel miglior modo concretamente realizzabile ma non vedo cosa ci sia di male nel riconoscere gli inevitabili limiti del nostro affannarci.
io credevo fosse un'occasione per confrontare e poter esternare i propri pensieri, senza voler ledere la sensibilità di nessuna.
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(E. Montale)
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(E. Montale)