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Posted: Fri May 13, 2011 3:06 pm
by Saramik
Io penso che se la mamma in questione è stata così coraggiosa da utilizzare questo farmaco in gravidanza, sarà abbastanza intelligente da capire questo ragionamento....prova a parlargliene tu in un momento tranquillo, no?
Ma forse non ho capito. La mamma vuole allattare e i pediatri dicono no? O anche la mamma ha il dubbio? :mumble:

Posted: Fri May 13, 2011 3:17 pm
by Speranza
lenina wrote:se lei vuole attaccarlo contro il parere dei pediatri è sufficiente dirmi la liberatoria no?


Certo che è sufficiene ele, solo che è sufficiente con me, ma non con tutte le colleghe nè con i pediatri che daranno a questo piccolo sicuramente del LA (la mattina quando ci sono i pediatri ovviamente diranno che lui non deve prendere il latte materno e faranno dare il LA, avvertendo la mamma ovviamente che lì per lì non saprà cosa dire e le darà il LA, questa mamma è un po' parecchio giovane e non italiana e sicuramente le vuol dare il suo latte perchè non ha assolutamente i soldi per darle l'artificiale neanche volendo, io spero solo che questo non comprometta il suo allattamento!) Spero anche che nel frattempo i pediatri abbiano visto gli studi e le abbiano detto che può allattare io sono smontata ieri mattina che lei allattava e rientro domani pomeriggio e lei potrebbe già essere andata via!

Posted: Fri May 20, 2011 4:32 pm
by lysa
Buongiorno ragazze, quanto ho letto sopra è la riprova di quello che ho sempre sospettato: con la maggior parte dei medici è meglio essere già preinformate perché spesso ho riscontrato o un atteggiamento troppo interventista (subito operare, oppure quintali di farmaci prescritti) o eccessivamente flemmatico (non è nulla, passerà...). Avendo avuto due gravidanze con successivo allattamento al seno, ho cercato di apprendere quali fossero, eventualmente, i farmaci non pericolosi per i miei piccoli che, sia in fase fetale che post-natale, si nutrivano attraverso me. La FDA suddivide i farmaci in 5 categorie in base al loro potenziale effetto teratogeno riscontrato durante gli studi scientifici a cui sono stati sottoposti. I farmaci che rientrano nelle classi A e B sono considerati sicuri (A verificati con studi umani; B con studi su animali). La classe C indica medicinali potenzialmente teratogeni (evidenze solo da studi su animali). I farmaci della classe D sono considerati altamente teratogeni (alcuni studi hanno evidenziato il rischio fetale umano) ma i benefici derivanti alla madre potrebbero renderne giustificata la prescrizione. Infine i farmaci di classe X sono considerati proibiti e quindi controindicati almeno alle donne gravide.
Questo non significa che dobbiamo rinunciare a curarci, soprattutto se si tratta di una patologia cronica. E' consigliabile invece evitare il "fai da te" e chiedere al medico di prescriverci un farmaco alternativo con minori effetti secondari possibili.
Quasi tutti i farmaci che la madre assume durante l'allattamento passano nel latte, ma in genere la concentrazione del p.a. è talmente bassa che generalmente non nuoce al bambino. Quindi continuiamo pure ad allattare cercando di utilizzare i farmaci con durata di azione più breve possibile e assumendoli subito dopo la poppata. Per le malattie leggere (raffreddori, influenze) si può ricorrere ai rimedi naturali a base di echinacea, propopoli, vit. C, bromelina. Tutte sostanze che hanno l'effetto di rafforzare le difese immunitarie e combattere le infiammazioni e le infezioni da virus e batteri.
Il mio medico a tal fine mi aveva consigliato 2 prodotti fitoterapici: immumil (per rafforzare) e flogostop (per guarire) perché pur essendo a base di estratti vegetali e vitamine davano maggiori garanzie rispetto alle comuni tisane dato che sono adatti anche per l'uso pediatrico.