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Posted: Tue Sep 20, 2011 9:22 pm
by giraffa
Si, infatti, dopo un pò ti viene normale.

Posted: Tue Sep 20, 2011 9:23 pm
by Polly
giraffa wrote:Gordon ritiene che non si debba dire come sei bello o bravo ma ....alla mamma piaci molto, alla mamma il tuo disegno piace molto, sono molto contenta di come ti sei comportato etc etc.
In effetti secondo me è così che andrebbe fatto ossia scindere ciò che è da ciò che fa, proprio per evitare, parlando di fatti negativi, un giudizio,
tu sei il solito sfaticato, è un giudizio sulla persona e non sul suo comportamento (non rimettere a posto ad esempio).
Gordon dice appunto di non confondere un fatto che non ci piace con la persona stessa, i figli sono sempre migliori di ciò che fanno, questo soprattutto crescendo.
Bisogna 'giudicare' il fatto e non la persona.

Questo per quanto riguarda il negativo, credo che il libro che citi faccia lo stesso discorso al positivo, secondo me infatti è più giusto 'giudicare' il fatto senza farlo coincidere, questo giudizio, con la persona, immagino nell'esempio citato un bel disegno dire non semplicemente bravo, ma, sto andando a naso ehh, ma in questo disegno si vede che ti sei impegnato molto perché il risultato mi piace, e poi al limite aggiungere bravo!

Quello che forse suggerisce l'autore e che dice anche gordon è che bisogna soddisfare il bisogno (ho sonno) e non il desiderio (voglio un letto) prima di tutto.

Spesso noi non 'ascoltiamo' davvero i nostri figli e rispondiamo ad un desiderio magari nostro e non al vero bisogno del figlio che magari ci fa vedere il disegno solo per condividere con noi e nulla più.

Posted: Tue Sep 20, 2011 9:29 pm
by Sheireh
Polly wrote:Spesso noi non 'ascoltiamo' davvero i nostri figli e rispondiamo ad un desiderio magari nostro e non al vero bisogno del figlio che magari ci fa vedere il disegno solo per condividere con noi e nulla più.
Ecco, concordo. Poi ci sono volte in cui è palese che vogliano sentirsi elogiati, ma altre volte (come l'esempio che dicevo dell'altalena) spesso utilizziamo il "bravo, bello" come se fosse una scappatoia ad impegnarci a capire davvero quello che ci viene richiesto, l'attenzione alla cosa specifica di quel momento.
E non per cattiveria, ma per abitudine.