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Mamma Fra wrote:dopo un'attenta osservazione di nostra figlia ed un'accurata analisi di noi genitori
credo che in questo ci sia il clou della questione. il rapporto è fatto da due parti che devono avere lo stesso obiettivo da perseguire. ovvio che a qualche mese di vita l'obiettivo del neonato è bene diverso dall'obiettivo dell'adulto. e proprio perchè si è adulti, il ns compito è di mallearsi nel trovare il modo di interagire con il neonato....
ho due figli, con il primo non abbiamo fatto alcuna fatica a trovare il ns modo e siamo filati lisci come l'olio. con la seconda ci abbiamo impiegato molto più tempo. il rapporto è stato difficile sin da subito ma oggi abbiamo una bambina che ci sta "ripagando" di tutta la fatica fatta. lei lo sa e ci ridiamo su...ora.....ma capisco. eccome se capisco
lui 31 agosto 2000 lei 21 dicembre 2003 noi 27 settembre 1997 Perdoniamoci le volte che non siamo stati noi quando c'erano le lotte dei tuoi sogni contro i miei. ma dimmi dove sei così ogni tanto mi oriento se non ti incontrerò ti cercherò tutto il tempo se mi sorriderai ritroverò l'entusiasmo e quel giorno non mi perderai più. non è farina del mio sacco ma di quello di franco fasano
Fa parte della mia nutrita biblioteca sui libri x far dormire il pupo...ognuno sembra risolva la questione ma in realta dicono tutti la stessa cosa....quello della Hogg e'una specie di Estivill piu dolce,secondo lei quando il pupo piangeva lo potevi tirare su ma non cullarlo(!),in pratica tutto un tira su tira giu...ho resistito un giorno.