i bimbi non hanno capito...per fortuna.

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Anto 59
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Post by Anto 59 »

Secondo me i bimbi anche piccoli si accorgono delle differenze,al nido c'è una bimba straniera ,di colore che ha delle problematiche per cui non si comporta come gi altri,un bimbo l'altro giorno mi ha chiesto come mai si comportasse in un certo modo;altri bimbi sono preoccupati se vedono una persona di colore ,lo scorso anno un bimbo si preoccupava se serviva a tavolaquesta persona,...avrei innumerevoli esempi anche di prima mano cioè eravamo gli osservati in prima persona.
A Dilly direi di non angosciarsi e imbarazzarsi se Marta chiede,è normale e a volte fa più male sentire una mamma che zittisce il figlio che non dare una spiegazione.
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Post by lenina »

Anto 59 wrote:Secondo me i bimbi anche piccoli si accorgono delle differenze,al nido c'è una bimba straniera ,di colore che ha delle problematiche per cui non si comporta come gi altri,un bimbo l'altro giorno mi ha chiesto come mai si comportasse in un certo modo;altri bimbi sono preoccupati se vedono una persona di colore ,lo scorso anno un bimbo si preoccupava se serviva a tavolaquesta persona,...avrei innumerevoli esempi anche di prima mano cioè eravamo gli osservati in prima persona.
A Dilly direi di non angosciarsi e imbarazzarsi se Marta chiede,è normale e a volte fa più male sentire una mamma che zittisce il figlio che non dare una spiegazione.
Ma perchè se ne accorgono.
E soprattutto di cosa si accorgono?

Lorenzo si accorge benissimo che Denise è molto più alta degli altri bimbi (è una bima molto alta) e mi chiede "perchè mamma denise è alta se è ancora piccola?"
Allo stesso modo mi può chiedere perchè un bimbo ha "la pelle marrone" ma lo trova meno interessante del fatto che "denise sia alta".

E soprattutto non gli viene neanche in mente (e a sentire la maestra neanche agli altri bimbi) che vada trattata in modo diverso.

Riguardo il bimbo russo arrivano quest'anno in Italia per Lorenzo è un bimbo che "è grande come me ma ancora non sa parlare" gli ho spiegato che in realtà parla nella sua lingua ma questo ancora lo comprende poco.

Io non dico che non vedano le differenze evidenti.

Dico che non le considerano differenze nel senso in cui intendiamo noi adulti.

Che non serve che gli si dica "siamo tutti uguali" perchè per loro è un concetto incomprensibile, un problema che neanche si pongono.

Un bimbo di 4 anni se nessuno glie lo suggerisce non pensa che il bimbo con la pelle marrone debba avere meno o più diritti di quello con la pelle rosa.
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)

http://franceefamiglia.com/



Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010



“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
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Post by lenina »

Dilly wrote:Io ho una figlia molto molto osservatrice, e lei le differenze le vede.

Nota il colore della pelle diverso, nota le mamme velate (ora no perchè abbiamo tutti la cuffia, ma in estate si), nota i bambini disabili.

E chiede. CHiede perchè alcuni hanno la pelle scura, chiedee come mai la signora ha la cuffia in agosto, chiede come mai un bambino alto (che per lei significa grande) sta sul passeggino (sedia a rotelle).

Quindi io devo per forza spiegarle la diversita, negarla la confonderebbe, e cerco di spiegargliela come un fatto naturale. Se mi chiede il perchè della pelle scura io le dico che quella persona è nata in Africa (siccome la zia c'è stata ne ha già sentito parlare) e che l'ha c'è tantissimo sole e allora loro sono molto molto abbronzati, ancora più di noi quando andiamo al mare.

Per le donne velate le ho detto che non vogliono fare vedere i loro capelli, perchè ci sono persone a cui non piace.

Per i bimbi disabili è stato un po' più difficile perchè a sentir parlare di malattie si allarma un po' e chiede dettagli, però le ho spiegato che ci sono bimbi che nascono malati e non possono camminare e devono stare su queste specie di passeggini. Una volta me l'ha chiesto davanti alla mamma che spingeva la carrozzina, e all'inizio avrei voluto sprofondare perchè lei ha iniziato a chiedere cose sulla malattia, ho cercato di spiegare e tagliare corto, lei invece è andata a chiedere alla mamma "il tuo bimbo è malato?" (volevo sotterrarmi davvero), al che la mamma risponde di si, e mia figlia "oh no, poverino! Gli do un bacino così guarisce!" e ha dato un bacio al bimbo.

Però vedi io non discuto che i bimbi notino le differenze oggettive.

Ma sono pienamente convinta che se nessuno glie lo mette in testa per loro non si vada oltre alla differenza appunto oggettiva.

Non hanno bisogno che gli si dica "guarda che però anche se siamo diversi siamo tutti uguali" non esiste nella loro mente il fatto che si possa essere diversi nel senso in cui molti adulti intendono il diverso.

Cosa significa "spiegare la diversità"? Di base io non direi che un bimbo africano è abbronzato, direi semplicemente che come ci sono occhi di colore diverso, nasi di tante forme capelli di tanti colori anche la pelle può cambiare.
Fine.
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“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
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