hellokittosa wrote:a noi le maestre hanno detto di comportarsi da genitori non da insegnanti nel senso di non rispiegargli gli errori a casa perchè magari è un modo diverso dal loro e non va bene..insomma per interdeci a detto di comportarsi da mamme che fanno le torte che li fanno giocare che li coccolano che li portano andare in piscina e via dicendo...
infatti se io durante i compiti gli spiego qualcosa che ha sbagliato a volte mi dice la maestra non ha detto così..e allora io azzittita gli dico ok allora domani gli chiedi a lei..qui funziona così.. 2 genitori su tutta la classe si sono lamentati perchè loro vogliono essere più conivolti nei compiti dei bambini
premetto che è Andrea che mi chiede una mano io non mi siedo mai vicino a lui mentre lui fa i compiti stiro o faccio le faccende in cucina perchè voglio che impari fin da subito ad essere un pò autonomo, ma lui chiede sempre chiede addirittura di che colore deve colorare i pantaloni di un bambino !!!!!!! ha proprio bisogno secondo me di conferme e rassicurazioni, è sempre stato così, ma lui non mi dice mai che la maestra non ha detto così bohhhhh
la eli wrote:Io ho un vissuto simile al tuo.
Ti spiego.
Negli ultimi giorni Tommy è un po' distratto a scuola, lo vedo dalle lettere scritte storte o dalle sillabe lasciate indietro nelle frasi, dai numei scritti una riga sopra o sotto gli altri... insomma un po' di disordine che non ha mai avuto finora dato che è sempre tutto precisino.
La maestra non glielo ha fatto notare e gli sta dando i soliti voti che prende.
Probabilmente l'atteggiamento giusto è il suo, almeno all'inizio o in caso di episodi sporadici.
Ma io ci rimango male come te.
Io però glielo faccio notare, ossia gli dico che deve stare più attento mentre scrive e che deve tornare ad essere più ordinato.
E dentro ho una rabbia che non ti dico...
invece per noi è sempre stato così già da subito Andrea è stato disordinatissimo non ha avuto un calo come Tommy , ovviamente e aggiungo giustamente le maestre non hanno dato peso guardavano il risultato finale e non l'ordine però secondo me adesso che ah capito il ritmo dovrebbe iniziare a fare un pò meglio poco alla volta
Teresa wrote:Io credo di essere la persona meno indicata a darti un consiglio.
Purtroppo sono una mamma (scolasticamente parlando) molto esigente e mia figlia porta davvero grande pazienza con me.
Sono sincera (anche se puo' sembrare retorico, ma e' la verità) a me non interessa molto il bravissima o il visto,.
A me interessa molto (ok, ok, troppo!) che il lavoro che lei compie sia ben fatto.
Soprattutto quello a casa.
Mi piace (forse a livello compulsivo, ho tratti di patologia...) che la pagina sia pulita.
Che non ci siano orecchiette sui quaderni, che il lavoro che esce dalle sue mani sia "bello" da vedere, oltre che fatto bene.
Non credo di avere strumenti a sufficienza per poter difendere la mia posizione.
Di mio ho solo due aspetti, che ho radicato e che rappresentano la mia ultima difesa priama di crollare sotto il giudizio perentorio di chi condanna il mio atteggiamento esigente (mia madre e mio padre, primi fra tutti!)
a) la scuola e' un dovere. Se le piace, meglio. Se non le piace, pazienza. E' un dovere. E dato che non e' stupida, ha il dovere di farla bene.
b) un bambino che rende bene a scuola e' spesso (fucilatemi) un bambino sereno. zero prblemi a scuola, zero problemi a casa.
Il nostro rodaggio iniziale e' stato caratterizzato da qualche discussione. Le ho fatto rifare i compiti spesso e volentieri.
PArlo della prima elementare.
Ma a parte quel rodaggio devo dire che sono orgogliosa di lei. Molto.
Saro' stata fortunata, ma lei ha recepito completamente il messaggio.
E' autonoma, e' brava, e' coscienziosa.
La scuola e' un non problema. io i compiti non li controllo mai.
Di tanto in tanto lei vuole un po' di soddisfazione e mi fa guardare i suoi quaderni, che sono come li concepisco io: puliti, curati nei contenuti e nella forma.
L'anno prossimo mi tocca la seconda figlia. Che ha una natura un po' piu' ribelle.
Ma sono pronta al peggio, ho chiari i miei obiettivi e in fatto di scuola DEVONO coincidere con i suoi.
Mi sono dilungata all'inverosimile.
Insomma Kida, io sarei per non mollare.
Sono per scommettere che per questa tua insistenza prima o poi ti ringrazierà.
grazie Teresa, devo dire che io la penso come te nel senso che purtroppo non si può decidere se andare o meno a scuola è un obbligo e anche se non piace deve essere fatto ( poi si possono aprire 1.000 discussioni su come sono strutturati i percorsi didattici ma questo è un altro discorso), vorrei insegnare ad Andrea che se fa subito le cose fatte non dico bene ma in modo abbastanza accettabile non deve perdere ulteriore tempo a sistemarle, visto che lui non vuole perdere tempo;
se guardi i quaderni di Andrea ti spaventi, le orecchie sono all'ordine del giorno, i disegni sono colorati malissimo un disastro , ma sopratutto molte volte a scuola non riesce a finire in tempo e poi a casa si ritrova oltre ai compiti anche quello che hanno fatto in classe