Secondo me in Italia ci sono troppi problemi , la crisi non è' ancora stata superata , esistono contratti ( che io eliminerei ) vergognosi ,stage gratuiti , perfino al Quirinale lavorano ragazzi /e laureati gratis
Non siamo un Paese attraente per L estero , la meritocrazia non esiste , anche il precariato , che senso ha ?
Ho fatto solo delle inutili considerazioni , magari molto popolari , ma il risultato è' che il lavoro scarseggia , questa è' la triste realtà
Poi ci sono gli immensi sprechi di denaro
cervelli che fuggono, cuori che restano
Moderator: Paola
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Veronica
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Re: cervelli che fuggono, cuori che restano
Eroico restare, triste essere costretti a lasciare il proprio paese per dare un senso ad anni di studi e di sacrifici. Chissà se prima o poi si arriverà a un'inversione di tendenza. Ho letto moltissimi commenti di italiani all' estero che tornerebbero anche domani se cambiasse il vento...
"Chi non ha mai commesso un errore non ha mai tentato qualcosa di nuovo" (Albert Einstein)
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Guest
Re: cervelli che fuggono, cuori che restano
Tasto dolente.
Io credo di rientrare in una terza categoria: quella dei cuori che fuggono.
Dopo la laurea specialistica (2009) e una breve esperienza all'estero ho passato quasi 3 anni a cercare lavoro e fare lavoretti ogni tanto. Nel frattempo vivevo una storia a distanza col mio attuale marito. Nel 2012 arriva al marito la proposta di trasferirsi in Cina per qualche anno e a me quella di un contratto a tempo determinato come docente all'Università dove avevo studiato.
Io non ci ho pensato due volte e sono partita perché comunque con un contratto lì da sola avrei fatto la fame e avrei rinunciato all'amore per cosa? Per il curriculum? Ovviamente non me ne pento mai, la scelta si è rivelata azzeccata e ora ho una famiglia e ho imparato una lingua in più (io sarei una traduttrice) e spero in futuro di metterla a frutto o comunque di inserirmi in qualche modo nel mondo del lavoro una volta rientrata dalla vostra parte del mondo.
Questa è la mia esperienza. Credo poi anch'io che la maggior parte delle persone che lavorano all'estero farebbero carte false per tornare in Italia ma sono ben pagati e stanno bene mentre in Italia farebbero la fame. Come biasimarli? Se non si hanno legami è più facile che si decida di partire, ma credetemi è dura perché per quanto tu ami il posto in cui vivi, ti senti sempre un po' vuoto e l'idea che sarà praticamente impossibile tornare a vivere stabilmente nel posto in cui sei cresciuto ti svuota ancora di più.
Mio cugino vive in Inghilterra, ha sposato un'inglese e hanno entrambi un lavoro remunerativo, una casa e tanti amici, eppure non passa giorno che lui non si scervelli per trovare un modo per poter tornare in Sardegna. Potrei farvi diecimila altri esempi, eh.
È bellissimo fare esperienze all'estero e io starei sempre in giro ma mi piacerebbe molto poter sperare di invecchiare in Italia, ecco, e non credo che mi sarà possibile.
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Io credo di rientrare in una terza categoria: quella dei cuori che fuggono.
Dopo la laurea specialistica (2009) e una breve esperienza all'estero ho passato quasi 3 anni a cercare lavoro e fare lavoretti ogni tanto. Nel frattempo vivevo una storia a distanza col mio attuale marito. Nel 2012 arriva al marito la proposta di trasferirsi in Cina per qualche anno e a me quella di un contratto a tempo determinato come docente all'Università dove avevo studiato.
Io non ci ho pensato due volte e sono partita perché comunque con un contratto lì da sola avrei fatto la fame e avrei rinunciato all'amore per cosa? Per il curriculum? Ovviamente non me ne pento mai, la scelta si è rivelata azzeccata e ora ho una famiglia e ho imparato una lingua in più (io sarei una traduttrice) e spero in futuro di metterla a frutto o comunque di inserirmi in qualche modo nel mondo del lavoro una volta rientrata dalla vostra parte del mondo.
Questa è la mia esperienza. Credo poi anch'io che la maggior parte delle persone che lavorano all'estero farebbero carte false per tornare in Italia ma sono ben pagati e stanno bene mentre in Italia farebbero la fame. Come biasimarli? Se non si hanno legami è più facile che si decida di partire, ma credetemi è dura perché per quanto tu ami il posto in cui vivi, ti senti sempre un po' vuoto e l'idea che sarà praticamente impossibile tornare a vivere stabilmente nel posto in cui sei cresciuto ti svuota ancora di più.
Mio cugino vive in Inghilterra, ha sposato un'inglese e hanno entrambi un lavoro remunerativo, una casa e tanti amici, eppure non passa giorno che lui non si scervelli per trovare un modo per poter tornare in Sardegna. Potrei farvi diecimila altri esempi, eh.
È bellissimo fare esperienze all'estero e io starei sempre in giro ma mi piacerebbe molto poter sperare di invecchiare in Italia, ecco, e non credo che mi sarà possibile.
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