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Re: cervelli che fuggono, cuori che restano
Posted: Thu Nov 05, 2015 9:37 pm
by Veronica
Secondo me in Italia ci sono troppi problemi , la crisi non è' ancora stata superata , esistono contratti ( che io eliminerei ) vergognosi ,stage gratuiti , perfino al Quirinale lavorano ragazzi /e laureati gratis
Non siamo un Paese attraente per L estero , la meritocrazia non esiste , anche il precariato , che senso ha ?
Ho fatto solo delle inutili considerazioni , magari molto popolari , ma il risultato è' che il lavoro scarseggia , questa è' la triste realtà
Poi ci sono gli immensi sprechi di denaro
Re: cervelli che fuggono, cuori che restano
Posted: Thu Nov 05, 2015 10:55 pm
by Bibi
Eroico restare, triste essere costretti a lasciare il proprio paese per dare un senso ad anni di studi e di sacrifici. Chissà se prima o poi si arriverà a un'inversione di tendenza. Ho letto moltissimi commenti di italiani all' estero che tornerebbero anche domani se cambiasse il vento...
Re: cervelli che fuggono, cuori che restano
Posted: Fri Nov 06, 2015 3:21 am
by Guest
Tasto dolente.
Io credo di rientrare in una terza categoria: quella dei cuori che fuggono.
Dopo la laurea specialistica (2009) e una breve esperienza all'estero ho passato quasi 3 anni a cercare lavoro e fare lavoretti ogni tanto. Nel frattempo vivevo una storia a distanza col mio attuale marito. Nel 2012 arriva al marito la proposta di trasferirsi in Cina per qualche anno e a me quella di un contratto a tempo determinato come docente all'Università dove avevo studiato.
Io non ci ho pensato due volte e sono partita perché comunque con un contratto lì da sola avrei fatto la fame e avrei rinunciato all'amore per cosa? Per il curriculum? Ovviamente non me ne pento mai, la scelta si è rivelata azzeccata e ora ho una famiglia e ho imparato una lingua in più (io sarei una traduttrice) e spero in futuro di metterla a frutto o comunque di inserirmi in qualche modo nel mondo del lavoro una volta rientrata dalla vostra parte del mondo.
Questa è la mia esperienza. Credo poi anch'io che la maggior parte delle persone che lavorano all'estero farebbero carte false per tornare in Italia ma sono ben pagati e stanno bene mentre in Italia farebbero la fame. Come biasimarli? Se non si hanno legami è più facile che si decida di partire, ma credetemi è dura perché per quanto tu ami il posto in cui vivi, ti senti sempre un po' vuoto e l'idea che sarà praticamente impossibile tornare a vivere stabilmente nel posto in cui sei cresciuto ti svuota ancora di più.
Mio cugino vive in Inghilterra, ha sposato un'inglese e hanno entrambi un lavoro remunerativo, una casa e tanti amici, eppure non passa giorno che lui non si scervelli per trovare un modo per poter tornare in Sardegna. Potrei farvi diecimila altri esempi, eh.
È bellissimo fare esperienze all'estero e io starei sempre in giro ma mi piacerebbe molto poter sperare di invecchiare in Italia, ecco, e non credo che mi sarà possibile.
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