Posted: Fri Dec 14, 2007 3:56 pm
Speranza ciao.
Il mio inizio come mamme è stato disastroso.
Disastrosissimo.
Perché il mio parto è andato male
E secondo me se già parti male col parto un po' sei già segnata-traumatizzata.
Sono stata lasciata molto sola.
Erano giornate difficili nel reparto. C'era stato un parto gemellare.
La mia ginecologa non c'era, era in Canada per un congresso
Durante il lunghissimo travaglio (24 ore) partito due ore dopo la rottura della acque, vedevo spuntare ogni tanto l'ostetrica di turno, ma restavano poco con me.
Io ho sofferto tantissimo durante il travaglio, da subito.
Ho intravisto un medico che mi ha offerto una puntura per alleviare il dolore per un paio d'ore, poi ancora solitudine.
Mio marito che rispondeva al cellulare per chiamate di lavoro, l'avrei impiccato in quel momento.
Sola.
Tanto sola.
24 ore lunghissime e dolorosissime
Solo alla fine, dopo 20 ore di travaglio, mi fecero l'epidurale.
Il ginecologo di turno arrivò solo al momento di spingere
Mi fecero l'episiotomia ma mi lacerai comunque lateralmente in due punti in modo molto profondo.
Praticamente mi sono squarciata e ci hanno messo tantissimo a ricucirmi.
Non è stato un buon inizio (e 3 mesi dopo mi hanno dovuta operare perché non potevo più avere rapporti).
Sfiga volle che mia figlia soffrisse anche di reflusso.
piangva sempre.
Di notte non dormiva mai.
Io entrai in crisi.
Ma tutto secondo me è partito da quel parto vissuto così male.
Lo immaginavo in modo diverso.
Invece è stato solo dolore.
Non sono riuscita nemmeno un minuto a pensare che stavo per diventare madre, ero troppo presa dal non soccombere per il dolore.
Forse se avessi avuto qualcuno più vicino... non lo so...
È partito tutto malissimo. La relazione mamma-bambino ci ha messo un po' a partire.
Io non ho avuto modo di recuperare dopo quel travaglio e quel parto così difficili, non riuscivo a dormire... e zac!
Eccola lì: depressione post partum... o esaurimento nervoso... chiamatelo come volete.
Qui dalle mie parti le strutture ci sono. Le ostetriche vengono a casa per 10 giorni a visitare la mamma, consigliare per l'allattamento, ascoltare eccetera.
Ma sono solo 10 giorni.
Volendo le persone c'erano. In ospedale potevo chiamare quando volevo. Andai a far fare il test Brazelton ad Alice, l'infermiera pediatrica vide subito che ero in difficoltà. Fu così gentile da venire a casa mia un paio di volte per darmi consigli.
Non so....
Forse non ero pronta io.
Non ero preparata.
non avevo capito bene cosa significasse diventare mamma.
non avevo capito quanto potesse piangere un bambino, non avevo capito come sarebbe cambiata la mia vita.
Forse non lo accettavo. Chissà.
Fatto sta che i primi mesi il mio pensiero era uno solo "se tornassi indietro...."
La seconda gravidanza è stata quindi fonte di moltissime paure e tanta ansia.
Così mi affiancarono un'ostetrica che venne al mio domicilio diverse volte prima del parto, con lei potei parlare di tutte le mie paure e arrivai al parto più serena. La chiamai quando si ruppero le acque, venne in ospedale e stette con me fino alla fine, fino a quando Chiara nacque.
la mia ginecologa era presente, ogni tot voleva sapere come andavano le cose, mi diede presto l'ossitocina assieme all'epidurale per accelerare i tempi. Mi sentii al sicuro.
Seguita.
Non sola.
E andò tutto nel migliore dei modi.
Il mio inizio come mamme è stato disastroso.
Disastrosissimo.
Perché il mio parto è andato male
E secondo me se già parti male col parto un po' sei già segnata-traumatizzata.
Sono stata lasciata molto sola.
Erano giornate difficili nel reparto. C'era stato un parto gemellare.
La mia ginecologa non c'era, era in Canada per un congresso
Durante il lunghissimo travaglio (24 ore) partito due ore dopo la rottura della acque, vedevo spuntare ogni tanto l'ostetrica di turno, ma restavano poco con me.
Io ho sofferto tantissimo durante il travaglio, da subito.
Ho intravisto un medico che mi ha offerto una puntura per alleviare il dolore per un paio d'ore, poi ancora solitudine.
Mio marito che rispondeva al cellulare per chiamate di lavoro, l'avrei impiccato in quel momento.
Sola.
Tanto sola.
24 ore lunghissime e dolorosissime
Solo alla fine, dopo 20 ore di travaglio, mi fecero l'epidurale.
Il ginecologo di turno arrivò solo al momento di spingere
Mi fecero l'episiotomia ma mi lacerai comunque lateralmente in due punti in modo molto profondo.
Praticamente mi sono squarciata e ci hanno messo tantissimo a ricucirmi.
Non è stato un buon inizio (e 3 mesi dopo mi hanno dovuta operare perché non potevo più avere rapporti).
Sfiga volle che mia figlia soffrisse anche di reflusso.
piangva sempre.
Di notte non dormiva mai.
Io entrai in crisi.
Ma tutto secondo me è partito da quel parto vissuto così male.
Lo immaginavo in modo diverso.
Invece è stato solo dolore.
Non sono riuscita nemmeno un minuto a pensare che stavo per diventare madre, ero troppo presa dal non soccombere per il dolore.
Forse se avessi avuto qualcuno più vicino... non lo so...
È partito tutto malissimo. La relazione mamma-bambino ci ha messo un po' a partire.
Io non ho avuto modo di recuperare dopo quel travaglio e quel parto così difficili, non riuscivo a dormire... e zac!
Eccola lì: depressione post partum... o esaurimento nervoso... chiamatelo come volete.
Qui dalle mie parti le strutture ci sono. Le ostetriche vengono a casa per 10 giorni a visitare la mamma, consigliare per l'allattamento, ascoltare eccetera.
Ma sono solo 10 giorni.
Volendo le persone c'erano. In ospedale potevo chiamare quando volevo. Andai a far fare il test Brazelton ad Alice, l'infermiera pediatrica vide subito che ero in difficoltà. Fu così gentile da venire a casa mia un paio di volte per darmi consigli.
Non so....
Forse non ero pronta io.
Non ero preparata.
non avevo capito bene cosa significasse diventare mamma.
non avevo capito quanto potesse piangere un bambino, non avevo capito come sarebbe cambiata la mia vita.
Forse non lo accettavo. Chissà.
Fatto sta che i primi mesi il mio pensiero era uno solo "se tornassi indietro...."
La seconda gravidanza è stata quindi fonte di moltissime paure e tanta ansia.
Così mi affiancarono un'ostetrica che venne al mio domicilio diverse volte prima del parto, con lei potei parlare di tutte le mie paure e arrivai al parto più serena. La chiamai quando si ruppero le acque, venne in ospedale e stette con me fino alla fine, fino a quando Chiara nacque.
la mia ginecologa era presente, ogni tot voleva sapere come andavano le cose, mi diede presto l'ossitocina assieme all'epidurale per accelerare i tempi. Mi sentii al sicuro.
Seguita.
Non sola.
E andò tutto nel migliore dei modi.