Page 5 of 15

Posted: Wed Aug 20, 2008 3:23 pm
by kia
è evidente che da questi pensieri discende una visione fortemente individualistica ed egoistica della vita. E credo che, purtroppo, sia in linea con le tendenze della nostra società..... :tristess:

Posted: Wed Aug 20, 2008 3:25 pm
by kia
Rie wrote:A parte il fatto che Corinne Meier, la paladina del No Kids, mi suscita repulsione, condivido la spiegazione delle statistiche data da Cos e sono d'accordo con Natalia Aspesi, una giornalista di Repubblica, senza figli ma tollerante e serena. Dalle pagine della sua rubrica, e anche di persona (la conosce una mia parente) spesso mette in guardia dagli eccessi e riporta tutto alla soggettività. Si può avere una vita appagante, con o senza figli, a seconda di com'è il nostro cuore e di quali sono i nostri obiettivi.

Le testimonianze, a volte aggressive, di alcune No Kids convinte, secondo me derivano dal contesto. Sono comprensibili (non Corinne Meier, che sull'andare controcorrente specula e basta), perché in un mondo dove ancora forte è il valore della maternità il grido è quasi una difesa.
Aggiungo che sarei curiosa di sapere se in una società più umana e capace di gestire diversamente i compiti di cura, proprio TUTTE quelle autrici americane ribadirebbero il loro parere... Se qualche ostacolo si toglie di mezzo, la strada è meno dura, anche per chi vede il nero e non il bianco nell'avventura di genitori.


come non quotarti maddalena....... E proprio la Aspesi è la giornalista cui mi riferivo quando mi sono riportata al suo pensiero!

Posted: Wed Aug 20, 2008 3:28 pm
by Rie
kia wrote:E' come se dicessero che siccome la maternità porta, oltre alle gioie (che loro non negano esistere) anche tanti aspetti negativi, questi a lungo andare logorano così tanto i genitori che tutto ciò finisce per avere una ripercussione nella maggior parte dei casi negativa sia sulla coppia che sull'individuo. Viceversa, le coppie senza figli, avendo da pensare solo a se stesse, potendo fare ciò che a loro pare epiace senza vincoli né limitazioni finiscono per fare un bilancio della loro felicità quasi sempre in attivo.

Secondo me il problema è che la faccenda non si può ridurre in termini di bilancio.
O forse il bilancio è truccato.
Chi non ha figli non ha la benché minima idea delle poste positive che ha perso. Non per davvero.
Chi li ha, cancella i numeri in rosso fischiettando, e quando bacia il suo bambino ha un bel carico da novanta da mettere nell'attivo, se ha trovato la sua dimensione e la sua felicità. Se invece non l'ha fatto, lascia i numeri come sono, e in effetti qualcosa da lamentare ce l'ha, più dei singles o dei dinkies liberi e belli.
Il punto è che i conti descrivono male la cosa, e tutto dipende dall'animo del contabile...