Divieto ai bambini, permesso agli adulti

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Jersey

Post by Jersey »

kia wrote:il distinguo sta nella motivazione. .....



Sono d'accordissimo sul motivare le differenze.
Vietare a noi stessi le cose che si vietano ai bambini può essere "pericoloso" perchè a loro passa il messaggio "adulti e bambini possono fare le stesse cose" e, quando ci troviamo a DOVER fare una cosa pericolosa rischiamo che non capiscano di non poterlo fare.
Personalmente spiego sempre a mia figlia il motivo per cui io posso fare certe cose e lei no. Se vuol mettere una spina nella presa, le spiego che è pericoloso ed è meglio aspettare che diventi grande...stessa cosa quando vuole aiutarmi a cucinare.
Sul mangiare fuori pasto, la motivazione è semplice...io sono un pozzo senza fondo, lei mangia come un uccellino...quindi le dico la verità "tesoro tu non puoi mangiare il kinder prima di cena, altrimenti salti il pasto....io invece sono una mangiona quindi un cioccolatino non mi fa differenza."

In questo modo tra l'altro riesco a farla sentire fiera di sè stessa quando le permetto qualcosa che prima facevo solo io. Per esempio, da qualche giorno ha iniziato a far mangiare lei le tartarughe ed è tutta contenta perchè sa che si è meritata la fiducia necessaria per fare una cosa "da grande".
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lenina
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Post by lenina »

kia wrote:il distinguo sta nella motivazione. Se io dico a mio figlio: tu non puoi usare il ferro da stiro perché brucia e lui mi fa notare che io lo uso, io gli dico che quando si è piccoli ancora non si ha la manualità adeguata per maneggiare oggetti pericolosi ma che crescendo imparerà ad usare quegli oggetti con attenzione e quindi potrà farlo.
Lo stesso per il bere vino, guidare la macchina ecc....

Se io dico a mio figlio che non si mangiano le caramelle prima di cena e lui mi vede che mi ingozzo giustamente non ho una valida motivazione. Certo posso mentirgli dicendo che lui non le può mangiare perché ai bambini fanno il mal di pancia e ai grandi no ma è una menzogna e quindi deplorevole. Dirgli: io sono grande efaccio come voglio, tu sei piccolo e quindi fai come voglio io è un atto dispotico e non è sorretto da una buona motivazione. Ergo: le caramelle prima dei pasti non le mangia nessuno (e se proprio non resisto, le mangio di nascosto, ma questo lui non lo sa)

Il problema sta nello spiegargli perché spiderman si arrampica sui muri e si dondola tra i grattacieli senza spiaccicarsi al suolo e lui non lo può fare. Lui mi dice: "mamma ma anche io sparo le ragnatele...." e fa il gesto con le mani. Ho provato a spiegargli che spiderman non esiste, che è solo una cosa inventata ma lui mi risponde che esiste perché lo vede sempre in televisione... ah, i bambini!


quoto.

e aggiungo.

Se io bevo e poi guido sto dando un esempio sbagliato.
Se io bevo un bicchiere di vino a pasto quando NON devo guidare l'esempio non è sbagliato, verrà il momento in cui potrà farlo.
Se io mi ubriaco do un esempio sbagliato.

Le parolacce non sono cose che vanno bene a 18 anni e non a 6.
Nessuno direbbe parolacce in una situazione che richiede un buon comportamento.

Ci sono cose non permesse ai bambini ma che diventeranno adatte con il tempo.
Altre sono sbagliate e basta (o non lo sono e basta, io sul mangiare fuori pasto sono molto poco rigida se si tratta di alimenti sani, mangio io e ne do a lui se viene a cercare di assaggiare)
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)

http://franceefamiglia.com/



Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010



“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
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Post by Rie »

kia wrote:
Se io dico a mio figlio che non si mangiano le caramelle prima di cena e lui mi vede che mi ingozzo giustamente non ho una valida motivazione. Certo posso mentirgli dicendo che lui non le può mangiare perché ai bambini fanno il mal di pancia e ai grandi no ma è una menzogna e quindi deplorevole. Dirgli: io sono grande efaccio come voglio, tu sei piccolo e quindi fai come voglio io è un atto dispotico e non è sorretto da una buona motivazione. Ergo: le caramelle prima dei pasti non le mangia nessuno (e se proprio non resisto, le mangio di nascosto, ma questo lui non lo sa)

Anch'io faccio così.
E per giunta quando mangio caramelle di nascosto prima dei pasti mi sento un po' ipocrita :lol:

Noi abbiamo seri problemi con le parolacce.
Mio marito ne dice parecchie e fatica a trattenersi.
Gli ho proposto, per facilitarlo e togliergli la fatica mentale (!?) del doppio registro, di non dirle anche quando siamo solo fra noi. Ho rischiato di beccarmene una come risposta :sticazzi: e non è arrivata solo per rispetto nei miei confronti.
Peccato. Mi sarebbe dispiaciuto di rinunciare pure io all'occasionale turpiloquio, ma per la salvaguardia delle orecchie dei bambini questo ed altro. Ora mi devo accontentare di confidare nel suo (scarso) autocontrollo e fulminarlo se sgarra.


Se faccio mente locale, ho memoria del periodo in cui è diventato lecito dire le parolacce nella famiglia in cui ero figlia (non sempre ma quando ce vo' ce vo'). Sia da parte mia sia da parte dei miei genitori. Più o meno è accaduto verso i miei 18-20 anni.
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag"
(David Grossman)
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