Posted: Sat Jun 06, 2009 11:51 pm
Ma quei sorrisi, quegli sguardi languidi, devono ricordarti il vostro legame, che è unico, ed è proprio come dice PaolaDilly wrote:e la cosa che mi fa star peggio sono i suoi sorrisi pieni d'amore per me e i suoi sguardi languidi..lei si affida completamente a me e io non sono la mamma che lei si merita.
tu sei la madre migliore per TUA figlia, perché sei la SUA e non ce n'è un'altra.
Dilly wrote:..una che riesce a essere sempre presente quando lei la cerca ma allo stesso tempo riesca a tenere la casa perfettamente in ordine (sono un po' fissata per ordine e pulizia!), preparare cose buone da mangiare al marito (e non sempre le solite pastasciutta e bistecca) ed essere una buona moglie...ma io non sono all'altezza di tutte queste cose..
pure io!Paola M. wrote:trovami una che a tre mesi dal parto, che allatta ed è in linea con questo quadro, giuro che voto Casini domani.
Non so se proprio ci sia. Se c'è, ha un'alta probabilità di candidarsi all'esaurimento, a meno che non sia dotata di un figlio di quelli da manuale che la cercano poco o niente, ma anche in quel caso povera lei perché se lo gode meno di quanto dovrebbe.
Dilly... da quello che scrivi non mi pare giusto che tu debba vivere questo disagio. Ne so qualcosa del marito che "non capisce". Ma se anche non capisce deve provare a venirti incontro. Lo stesso vale per i nonni della piccola e i loro gratuiti "mamma monella".
Esprimi quel disagio, prova a far loro capire che sono atteggiamenti che ti pesano.
Se si limitano questi interventi esterni per te avvilenti, la tua autostima di mamma non potrà che giovarsene.
Per il parto invece, oltre alla sorta di rivincita di un secondo parto che ti prospetta mammina76, e che ti auguro di tutto cuore, la miglior medicina è il passare del tempo. A tre mesi dal mio primo parto, ricordo ancora che piangevo come una fontana. Per ragioni diverse dalle tue (ho accettato con facilità il cesareo d'urgenza ma ho avuto gli incubi a lungo per il travaglio che l'ha preceduto) ho un ricordo angoscioso della nascita di Alex. Mi sono sentita sconfitta, delusa, incapace fare qualcosa che "tutte senno fare", che dovrebbe essere naturale, e invece non ho percepito come tale. Ma i mesi passano, il legame con i figli si rafforza, e il momento in cui sono nati sbiadisce. Se non altro, ne sbiadiscono gli aspetti peggiori. Impari a perdonarti... che è un termine improprio perché non c'è nulla da perdonare, ma è anche il termine giusto per come ci si sente quando il vissuto negativo del parto macchia il tuo giorno più bello.
Abbi fiducia, in questo e, ribadisco, nella prossima occasione.
Un abbraccio!