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Posted: Thu Aug 13, 2009 3:31 pm
by erinmay
Cos73 wrote:A parte la dpp, le difficoltà a accettare il nuovo ruolo sono molto frequenti.
Nel tuo caso devi capire tu da cosa derivano e forse confrontarti con altre mamme potrebbe essere utile (oltre, se non stai ancora bene, a continuare la terapia).
A volte come dice Kia è l'idea di perfezione. Si può essere perfetti in tante cose (al lavoro, come casalinghe) ma il mestiere di genitore è molto più difficile. Questo non significa che non si possa farlo al meglio, ma che è necessario rilassarsi, accettare che si può anche sbagliare ma va bene lo stesso, purché si sappia accettarlo e fare comunque del proprio meglio, anche cercando di migliorarsi.
Il bambino cambia in continuazione e questo destabilizza, perché non è certo come un compito "statico" che si impara per prove e errori... quando pensi di aver capito come affrontare una fase, ne arriva un'altra.
Inoltre non hai nessun controllo sulla sua personalità, sulle malattie... e questo per alcune difficile da accettare-
La pressione di non essere più responsabili solo di se stesse ma di un altro che dipende completamente da noi, una responsabilità che non da mai tregua, è un'altra cosa che magari non si era prevista proprio così, e destabilizza.
Raccontaci un po' di voi: il bimbo sta sempre con te? hai collaborazione? ti fidi di altri? cos'è che ti mette più in difficoltà del rapporto con lui?

magari parlandone insieme qualcosa si chiarisce, se non altro trovando esperienze simili...

quoto ogni singola parola, perchè a distanza di quasi 6 anni ogni tanto devo ricordarmelo come un mantra che è così perchè è così che vanno le cose e io devo impegnarmi ad accettarlo e ad adeguarmici e non nel fare in modo che cambino, perchè non è possibile

Posted: Thu Aug 13, 2009 3:32 pm
by kia
direi allora che sei davvero nel clou del post parto no? datti tempo, hai avuto una gravidanza un po' stressante per più motivi, il che direi non è da sottovalutare. Le tue ansie, le tue paure sono più che comprensibili. E poi c'è la stanchezza, maledetta stanchezza, che gioca un ruolo decisivo nell'umore delle neomamme e di tutte le mamme in generale.

Poi, sai, all'inizio non è semplice relazionarsi con un neonato: non si riescono a capire i motivi dei loro pianti, si teme di non riuscire a far fronte ad ogni evenienza, e quindi si finisce per sentirsi inadeguate e per precorrere i tempi, tentando di prevenire l'impreventivabile e andando in ansia se si pensa di non riuscirci.

Hai in casa qualcuno che ti sostiene, che ti aiuta, anche nei piccoli lavori domestici? Hai qualcuno a cui lasciare Ottavio ogni tanto per riposarti anche solo un'oretta o comunque dedicarti a te stessa?

verrà il tempo in cui riprenderai a lavorare (personalmente sono rinata proprio con il lavoro, quando leonardo aveva quattro mesi e mezzo, dovendo prendere atto del fatto che forse non ero fatta per fare la mamma full time) e questo probabilmente ti restituirà una dimensione a cui probabilmente tieni. Creerà alcuni piccoli problemi organizzativi ma risolvibilissimi in tempi brevi e con un po' di pazienza.

Intanto, approfitta della "maternità" per non avere orari. Nessuno vi corre dietro, potrete fare tu e Ottavio tutto ciò che vorrete, complice anche la bella stagione.

Ottavio crescerà in fretta dandoti molte soddisfazioni e tu avvertirai piano piano allentarsi la tensione. A volte si ha l'impressione di essere risucchiate da questi cuccioli, di essere defraudate della nostra idendità. E' un passaggio indispensabile dalla dimensione di figlia a quella di madre e può creare una sorta di ansia, di peso.

Questo peso però diminuirà con il passare del tempo e anche tu riconquisterai la tua dimensione di donna, che andrà ad amalgamarsi con quella di mamma.

Non chiederti quanto ci vorrà, perché è soggettivo (a me per esempio ci sono voluti quasi due anni anche se è stato un crescendo già dai cinque/sei mesi di leonardo).

Ora che puoi, non guardare l'orologio. Segui i ritmi scanditi dalle necessità di tuo figlio e dalle tue. E quando hai la possibilità, riposati in tutti i modi che puoi, sia fisicamente che psicologicamente.

Non farti attanagliare dai pensieri negativi o dalle paure, prendili per quello che sono, solo fantasie, solo proiezioni delle tue fisiologiche insicurezze.

Se poi ti trovi in difficoltà, non esitare a chiedere aiuto.

Io facevo venire mia madre a casa mia alle 7.30, quando mio marito usciva di casa, perché solo all'idea di stare sola con leo mi veniva il panico. Poi queste paure sono andate scemando.

E via via mi bastava sapere che, in caso di bisogno, potevo chiamare la vicina o mia sorella. E così tutte le paure sono scivolate alle spalle.

Mi sono fatta aiutare però anche da uno psicoterapeuta, più che altro perché in passato tanti anni prima della maternità avevo sofferto di panico e ansia e temevo di poter ricadere in quel vortice di paura.

Io non posso sapere ciò di cui tu hai bisogno. Sicuramente come tutte le neomamme, a prescindere dal problema del post parto, hai bisogno di aiuto concreto e di sostegno psicologico.

Ascolta ciò che il tuo corpo e la tua testa ti vogliono dire con l'ansia e con gli altri piccoli disturbi che ti affliggono ma non farti sopraffare dai pensieri negativi. Ascoltati, datti tempo e non giudicarti.

I bambini crescono da soli, basta dargli amore e nutrimento, un ventre caldo su cui poter riposare e due braccia amorevoli per consolarli. Niente di più. Non esiste madre al mondo che non sia in grado di dare questo e molto di più.

devi però avere cura di te stessa.

per tutto il resto, ci siamo noi.

Un abbraccio.

Posted: Thu Aug 13, 2009 5:25 pm
by Paola
Sara, sei nel bel mezzo di una tempesta ormonale, di un neonato che ti cambia la vita, e hai sicuramente ancora i segni della gravidanza sul corpo, datti tempo perché ci siamo passate in tante, chi più chi meno, ma quell'alieno che hai fra le braccia devi imparare a conoscerlo.

raccontateci dei vostri bimbi, del vostro parto,
avete una rete di aiuti attorno a voi?