come lo lasciate al nido piangente ?
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Anto 59
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Secondo me non esiste un ''modo'' giusto per lasciarlo,dipende da tante circostanze,dal carattere delbambino,dal momento che sta vivendo,dalla fretta che ha la mamma,....le variabili sono così tante.Io lavoro in un nido e dopo un po vedi che modalità funziona di più con ogni bambino,andare via subitoo trattenersi,farlo volare in braccio alla educatrice o lasciarlo che gioca,stare con l'educatrice di riferimento o con altre,alle volte però anche se a malincuore tocca prenderli dalle braccia del genitore piangente,in quel caso noi diciamo al genitore di telefonare dopo,a volte arrivati i genitori in fondo al corridoio smettono ed allora mandiamo qualcuno a tranquillizzare il genitore.A me personalmente non è mai capitato(i miei figli avranno pianto si e no 4-5 volte in tutto) però ad es. avevano dei rituali loro,il secondo si doveva affacciare alla finestra ed io la salutavo ma era comunque tranquillo.
- Sheireh
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Concordo con te che non esiste un metodo universale, però sono convinta che ci sia un fondo comune per tutti: il bambino non deve credere che la mamma lo stia abbandonando, quindi deve essere conscio che la mamma va via e che la ritroverà più tardi, ma non subito.Anto 59 wrote:Secondo me non esiste un ''modo'' giusto per lasciarlo,dipende da tante circostanze,dal carattere delbambino,dal momento che sta vivendo,dalla fretta che ha la mamma,....le variabili sono così tante.Io lavoro in un nido e dopo un po vedi che modalità funziona di più con ogni bambino,andare via subitoo trattenersi,farlo volare in braccio alla educatrice o lasciarlo che gioca,stare con l'educatrice di riferimento o con altre,alle volte però anche se a malincuore tocca prenderli dalle braccia del genitore piangente,in quel caso noi diciamo al genitore di telefonare dopo,a volte arrivati i genitori in fondo al corridoio smettono ed allora mandiamo qualcuno a tranquillizzare il genitore.A me personalmente non è mai capitato(i miei figli avranno pianto si e no 4-5 volte in tutto) però ad es. avevano dei rituali loro,il secondo si doveva affacciare alla finestra ed io la salutavo ma era comunque tranquillo.


"Mi viene in mente solo un'espressione leggendoti: pacha mama ossia madre terra in lingua quechua" - Marylizard

- la yle
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France wrote:I primi tempi era tragica anche per noi.
Anch'io cercavo di darlo in braccio all'insegnante ma lui non ne voleva sapere, così finiva che era lei che lo prendeva, mentre Lorenzo mi tendeva le braccine e piangeva come un forsennato.
Non immagini quanto poco ci sia mancato perché me lo riportassi via con me, andavo via con le lacrime agli occhi e un gran senso d'angoscia, col telefono acceso sempre vicino a me aspettando una telefonata in cui mi si diceva "venga quà, non smette di piangere", che, per fortuna, non arrivava mai.
Per il resto ci stava volentieri, era solo quel momento che non andava.
Poi le cose sono cambiate drasticamente, adesso quando lo porto lo metto a terra e lui parte a corsa senza mai voltarsi indietro
anche per noi è stato esattamente così.
la maestra aveva aggiunto un pezzo: lo portava alla finestra e ci salutavamo mentre ero fuori dall'asilo.
era un gesto a che a lei non costava nulla ma a marco faceva un gran bene.
lui 31 agosto 2000
lei 21 dicembre 2003
noi 27 settembre 1997
Perdoniamoci le volte
che non siamo stati noi
quando c'erano le lotte
dei tuoi sogni contro i miei.
ma dimmi dove sei
così ogni tanto mi oriento
se non ti incontrerò
ti cercherò tutto il tempo
se mi sorriderai
ritroverò l'entusiasmo
e quel giorno non mi perderai più.
non è farina del mio sacco ma di quello di franco fasano
lei 21 dicembre 2003
noi 27 settembre 1997
Perdoniamoci le volte
che non siamo stati noi
quando c'erano le lotte
dei tuoi sogni contro i miei.
ma dimmi dove sei
così ogni tanto mi oriento
se non ti incontrerò
ti cercherò tutto il tempo
se mi sorriderai
ritroverò l'entusiasmo
e quel giorno non mi perderai più.
non è farina del mio sacco ma di quello di franco fasano